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Poker Online: cosa significa essere un poker pro?

Pubblicato da Carlo, 11 giugno 2015

Lavorare come professional poker player: Escobar, Bernaudo e Curcio
Immagine gentilmente concessa da PublicDomainPictures

Per molti è soltanto un gioco, per altri una passione, per altri ancora un mestiere a tutti gli effetti. In ogni caso per tutti quei giocatori che sono riusciti a fare il salto di qualità, arrivando a fare del poker online un vero e proprio lavoro, la vita è cambiata drasticamente. E non poteva essere altrimenti visto che gli orari, le condizioni e la tipologia di guadagno sono completamente diversi da quelli di un’occupazione che potremmo definire “ordinaria”. Cosa significa, dunque, essere un poker pro? Quali sono le differenze di questa professione rispetto a quelle tradizionali? E soprattutto può il poker online essere inteso come un mestiere vero e proprio?

Lo abbiamo chiesto a tre ragazzi che nella vita hanno scelto questa strada e che nel corso della loro carriera da grinder hanno già ottenuto risultati pazzeschi. Parola, dunque, a Gianluca Escobar, Luigi Curcio e Antonio Bernaudo. Cinque domande e risposte che ci faranno entrare nel loro mondo, che ci spiegheranno cosa significa essere un poker pro e che ci permetteranno di capire cosa vuol dire svolgere questa professione.
 

1. Cosa significa essere un poker pro?

Cosa significa essere un professional poker player?
Immagine gentilmente concessa da ClkerFreeVectorImages

Partiamo dalla prima domanda, quella più importante che ci fa entrare subito nella forma mentis di chi lavora da anni nel poker online. Cosa significa essere un PPP? “Essere un poker pro – ci spiega per primo Antonio Bernaudo - per me vuol dire prima di tutto essere un vincente del gioco e un punto di riferimento per gli altri!” E che tipo di vita svolge chi fa questo lavoro? A proposito Bernaudo prosegue senza nascondere che: “La mia vita è stata travolta dagli orari e le abitudini che noi grinder abbiamo.”

È gratificante, dunque, lavorare giocando a poker online? Da questo punto di vista Luigi Curcio non ha dubbi e ci spiega che: “Sono molto soddisfatto del mio lavoro! Ovviamente nella mia vita è cambiato molto. Nonostante questo mi piace fare le stesse cose che facevo prima di iniziare a giocare, come ad esempio andare al cinema uscire con la mia ragazza e con gli amici!”.

Secondo Gianluca Escobar, invece“Essere un poker pro significa tante cose! In questo memento sono molto soddisfatto della strada intrapresa. Non è cambiato "qualcosa" nella mia vita, ma quasi tutto! A partire dagli orari per passare alle amicizie e allo stile di vita. In questo momento non cambierei assolutamente niente e credo che sia la cosa migliore da fare per l'età che ho e per quello che voglio adesso!”.
 

2. Cosa ha di diverso il poker online da un mestiere ordinario?

Poker online: le differenze da una professione ordinaria
Immagine gentilmente concessa da PublicDomainPictures

A questo punto sorge un’altra domanda: quali sono le differenze tra una comune occupazione e quella che riguarda il poker online? La risposta potrebbe apparire scontata, ma in realtà dietro a questa professione c’è molto di più e gli aspetti da analizzare sono diversi.

Cominciamo da Antonio Bernaudo:“La differenza fondamentale tra un professional poker player ed una professione "normale" sta nella location dalla quale si lavora: può essere casa tua, oppure quella di un tuo amico, un resort e tante altre. Basta avere una buona connessione ed il gioco è fatto”.

E cosa ne pensa, invece, Gianluca Escobar? Quali sono secondo lui le differenze e soprattutto gli aspetti positivi e negativi di questo lavoro?: “La professione del poker pro - ci spiega- ha tanti pro (ride) e anche dei contro ovviamente. Ha di diverso da quelle "normali" (lo metto tra virgolette apposta perché bisogna sempre capire cosa si intende come normali) la flessibilità, il fatto di poterti prendere il tempo che vuoi quando vuoi.”

“Gli orari – prosegue Escobar- se si vive in Europa con il nostro fuso orario, sono sballati, e questo è uno dei contro. Proprio per questo sto valutando con altri grinder la possibilità di andare da ottobre in Centro o Sud America. E qui mi ricollego ad un altro vantaggio di questa professione, ossia poterla svolgere da quasi ogni posto del Mondo. Come detto prima, tirando le somme tra i pro ed i contro attualmente non cambierei mai questo mestiere!”

Anche Luigi Curcio sembra avere le idee molto chiare su chi lavora a tempo pieno giocando a poker online: “Il mestiere del poker pro ha di diverso che è meno faticoso mentalmente ma in realtà è molto stressante! Dal mio punto di vista credo che sia un lavoro a tutti gli effetti soprattutto per gli orari che facciamo!
 

3. Quali sono gli orari dei poker pro?

gli orari che scandiscono la vita di un poker pro
Immagine gentilmente concessa da Geralt

A questo punto entriamo nel dettaglio e vediamo come si svolge la vita di un poker pro. Quali sono gli orari a cui è sottoposto chi lavora a tempo pieno nel poker online?

Quando grindo – ci risponde Luigi Curcio - mi sveglio alle 16/17, vado a letto la mattina alle 7, sperando di prendere qualche fish nel corso della notte, giocando in HU cash game.  È una routine che ti porta a stare chiuso in casa, ad essere più bianco di una mozzarella, ad isolarti dal mondo e ad alienarti, soprattutto in inverno. In realtà non è bellissimo come sembra: è utile ma onestamente non bellissimo.

Un po’ diversa la giornata tipo di Antonio Bernaudo che in breve ci racconta come si svolge: “Mi sveglio alle 12, pranzo, passo il pomeriggio con gli amici tra risate e sport e dopo cena entro nel mondo poker (che distinguo dalla vita reale)”.

Per Gianluca Escobar, invece, quali sono gli orari da dedicare al poker online? “Dipende dai momenti, ci sono settimane dove il grinding è molto intenso e sono le meno belle da un punto di vista della qualità della vita! In questi periodi passi tantissime ore davanti al pc senza uscire e la routine diventa grindare, svegliarsi, mangiare e ancora grindare! Questo è un punto a cui tengo in particolare perché, secondo me, è quello sul quale si può migliorare di più, dividendo al meglio le ore ed il tempo libero.”

“Adesso - prosegue Gianluca- sto cominciando a ritagliare il mio spazio per attività fisiche, ho sempre fatto sport a buoni livelli prima di iniziare a grindare negli ultimi anni e mi sto organizzando per andare al mare, per prendermi giornate di relax e anche per uscire la sera e tante altre attività. Insomma, mi sto riprendendo quella parte della vita che si può definire il "godersi la vita"! E scusate il giro di parole (ride).
 

4. Quanto è stata dura arrivare al punto dove sei arrivato?

quanto è stata dura diventare un professionista del poker?
Immagine gentilmente concessa da RyanMcGuire

Come in tutte le cose anche nel poker online per ottenere dei risultati ci vuole un grosso spirito di sacrificio e forse anche qualche rinuncia. A proposito ci risponde Gianluca Escobar:

Arrivare a questo punto è stato molto duro, in quanto in tantissime occasioni mi sono ritrovato con le spalle al muro o comunque in situazioni dove dopo aver vinto bene online sul .it spendevo tanto e perdevo quelle vincite nei tornei live. Sicuramente questo errore di gestione è stato il più grave da quando faccio il poker pro ma si sa, non si può comprare l'esperienza e spesso devi imparare da tuoi errori. Più semplicemente posso dire che per vari motivi tardi a maturare sia come persona sia come PPP!”
 

5. Quali sono stati i traguardi raggiunti nel poker online?

i traguardi più importanti raggiunti dai poker pro
Immagine gentilmente concessa da Philo Nordlund

Vincere non è facile, ma chi riesce ad avere la meglio in un’attività come il poker online si sentirà sicuramente estremamente gratificato. Su questo argomento i poker pro che abbiamo intervistato sembrano pensarla quasi alla stessa maniera.

Con il poker – ci dice Luigi Curcio - ho potuto raggiungere obiettivi che non avrei potuto perseguire, almeno nel breve periodo. Per esempio sono riuscito a comprare una casa, a decidere quando giocare, oppure prendermi ferie e vacanze più lunghe di un mese.

Dello stesso avviso è Gianluca Escobar: “Il miglior traguardo che mi ha fatto raggiungere questa professione sta nel fatto che posso garantirmi un’indipendenza economica che mi permette di fare ciò che voglio. Per esempio se domani voglio andare a trovare un amico o un’amica a Londra o Miami, e stare lì per qualche giorno, posso farlo senza rinunciare a niente di quello che mi piace o che voglio fare! Ad esempio andare a cena fuori in ottimi ristoranti oppure affittare per un giorno una barca.”

È stata dura – ci spiega invece Antonio Bernaudo ricollegandosi alla domanda precedente - ma senza dubbio è stato anche molto gratificante. La mia famiglia, poi, è orgogliosa di quello che faccio e questo forse è il traguardo più importante che ho raggiunto!

Insomma, per chi lavora nel poker online la vita non è facile come sembra, ma da quello che capiamo, ascoltando i racconti di questi tre giovanissimi poker pro, quando riesci a raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato la soddisfazione è davvero tanta!

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