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Poker e strategia: come attribuire un range agli avversari

Pubblicato da Andrea, 14 luglio 2015

Come attribuire un range ai nostri avversari

Nel gioco del poker capire che tipo di carte hanno i nostri avversari è fondamentale. Certo, riuscire a indovinare la mano esatta è piuttosto difficile, se non impossibile, e in molte situazioni  potremmo incontrare delle grosse difficoltà. Nonostante questo, in base alle nostre conoscenze e soprattutto in base alle osservazioni fatte nel corso di una sessione (che sia cash game, MTT o SNG) è possibile assegnare ai nostri avversari un ventaglio di mani che in gergo pokeristico viene definito con il termine “range”. È un concetto fondamentale che si comprende facilmente ma che in realtà è abbastanza difficile da mettere in pratica.

Tuttavia, una volta compresi alcuni rudimenti e alcune chiavi di lettura rilevanti avremo fatto un bel passo in avanti per migliorare la nostra strategia ai tavoli. Partiamo subito dalla definizione: “il range non è altro che la quantità delle possibili carte (hole cards) con le quali un giocatore può agire in una determinata situazione”. Apparentemente il concetto sembrerebbe esaurirsi in poche righe, ma nel poker, per riuscire ad attribuire un ventaglio di mani ai nostri antagonisti, bisogna stare attenti a diversi fattori che sono tutt’altro che scontati. Volete saperne di più? Ecco alcuni concetti chiave che ci aiuteranno senza dubbio ad aprire la mente!
 

Osservare gli avversari è utile per attribuire un range

l’importanza di osservare gli altri giocatori per attribuire il range
Immagine gentilmente concessa da Edith Soto

La prima cosa che dobbiamo fare per attribuire un range in una mano è capire che tipo di giocatore di poker abbiamo di fronte. È un aspetto importantissimo che sarà utilissimo a partire dall’azione preflop, quando abbiamo pochissime informazioni. Infatti un giocatore loose aggressive aprirà molte più volte ed effettuerà molte più three-bet (controrilanci) rispetto ad un giocatore tight aggressive che aprirà in maniera più misurata. Facciamo subito un esempio pratico: ci troviamo in un tavolo NL10 di cash game e un giocatore da Under The Gun, che abbiamo visto intervenire in pochissimi piatti, apre x3.

Data l’history che abbiamo su di lui saremo facilmente portati a suppore che il suo range potrebbe essere costituito da monster hand come AA, KK, QQ, JJ, AK e AQ. Discorso diverso se giochiamo contro un giocatore di poker loose aggressive che sarà abituato ad aprire più volte e con un ventaglio di mani decisamente più ampio. Un ragionamento del genere, fatto in quella situazione specifica, ci aiuterà senza dubbio ad avere maggiori possibilità di vittoria e a restringere sempre di più le possibili combinazioni quando andremo a vedere il flop, il turn ed il river.
 

L’importanza della posizione per attribuire un range nel poker

l’importanza della posizione per stabilire un range
Immagine gentilmente concessa da User:Sirex98

Per certi versi abbiamo già cominciato ad analizzare questo concetto nel paragrafo precedente, ora lo andiamo ad approfondire. Come sa bene la maggior parte dei player esperti, nel poker la posizione conta tantissimo e di conseguenza può essere fondamentale anche per attribuire un range ai nostri avversari. Infatti quando questi ultimi entrano nel piatto dalla late position (per intenderci da hijack, cutoff o da bottone) hanno generalmente un ventaglio di mani più ampio.

Questo succede perché abbiamo il vantaggio di avere più informazioni sugli altri player che partono da una posizione decisamente più sfavorevole e devono parlare per primi. Ecco un esempio pratico: un giocatore di poker può facilmente entrare in gioco da bottone con K9 off, ma lo farà difficilmente con le medesime carte in posizione di Under The Gun. Riassumendo, nel momento in cui stiamo cercando di attribuire un range ad un avversario dobbiamo sempre tenere conto della sua posizione. Più questa sarà vicina al bottone, più il ventaglio di mani sarà ampio.
 

Nel poker bisogna prestare attenzione alle azioni aggressive

le azioni aggressive sono importanti per stabilire un range
Immagine gentilmente concessa da Gellinger

Nel poker per attribuire un range agli avversari è fondamentale osservare il loro comportamento e lo svolgimento di alcuni colpi. Da questo punto di vista può essere davvero importante analizzare in maniera dettagliata le azioni in cui riscontriamo una certa aggressività. Anche in questo caso, per chiarire il concetto, ecco un esempio pratico: ci troviamo sempre in un tavolo di cash game NL10, effettuiamo un rilancio preflop da posizione di Under The Gun e chiama soltanto un giocatore da Middle Position. Data l’azione, possiamo già provare ad attribuire un range al nostro avversario e pensare che abbia una mano quanto meno dignitosa.

Se così non fosse, a meno che non parliamo di un player davvero alle prime armi, non sarebbe stato certamente disposto ad investire delle chips per guardare il flop. Il discorso cambia se lo stesso giocatore di poker, invece di chiamare effettua una three-bet: in questo caso, infatti, sta dimostrando maggior “forza” e il più delle volte possiamo già restringere il suo range a delle combinazioni più “forti”. Con questo non possiamo escludere al 100% che si tratti di un bluff ma sarà molto meno probabile che stia effettuando un’azione del genere con carte scadenti.
 

Una strategia diversa a seconda della modalità di gioco

applicare una strategia diversa ad ogni disciplina
Immagine gentilmente concessa da DGlodowska

Un’ultima considerazione va fatta sulla tipologia di gioco che andiamo ad affrontare. Quando ci troviamo in un tavolo di poker cash game, la strategia adottata dalla maggior parte dei giocatori esperti è decisamente più aggressiva rispetto a quella utilizzata nei tornei e nei Sit&Go. Inoltre la differenza sostanziale fra i MTT ed i SNG sta nel fatto che in questi ultimi i bui crescono ad ogni livello spingendo tutti i giocatori ad aggiustare il proprio range a seconda del momento in cui si trovano.

Per esempio essere all’inizio di un torneo di poker, quando tutti i giocatori hanno ancora tante chips, è ben diverso dal trovarsi in bolla a un passo dalla zona premio con uno stack esiguo che limita non poco le azioni. Nel primo caso, infatti, quando ci si è appena seduti ai tavoli lo stile di gioco sarà senza dubbio più chiuso; nel secondo, invece, il fatto di avere a disposizione poche chips spingerà i giocatori ad adottare una strategia e soprattutto un range completamente diverso.
 

Conclusioni

Come avrete capito da quello che abbiamo appena scritto, attribuire un range agli avversari non è un’impresa semplicissima. La cosa migliore da fare è memorizzare questi quattro concetti e ricordarsi bene che sono interconnessi tra loro. Inoltre bisogna capire che tipo di avversari abbiamo davanti, come si comportano in base alla posizione al tavolo e prestare attenzione al tipo di azioni che svolgono. Tutto questo senza dimenticare che il poker cash game è un gioco diverso dagli MTT e dai SNG. Una volta che riuscirete a padroneggiare al meglio questi concetti sarete già un passo avanti e sarete pronti per effettuare un progresso notevole.

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