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Misteri di un Poker Pro, Tom Dwan

Pubblicato da Tamara, 19 agosto 2015

Misteri del Poker Pro Tom Dwan

Da Las Vegas a Macao, dagli Stati Uniti all’estremo Oriente. Come vi abbiamo raccontato nel precedente articolo, nel 2011, dopo il Black Friday, la presenza di Tom Dwan nell’oasi del gioco d’azzardo cinese si nota sempre di più. Nell’ottobre del 2012 è lo stesso Durrrr in persona a raccontare al giornalista Rikard Aberg che in quel periodo considera l’oasi del gioco cinese la sua vera residenza. La storia, però, è tutt’altro che conclusa e nel novembre del 2012 vengono a galla altri rumors sulla figura del giocatore americano.con
 

Tom Dwan in bolletta è finanziato da Paul Phua?

Misteri del Poker Pro Tom Dwan
Immagine gentilmente concessa da Kevin Cortopassi

Secondo quanto raccontato nel novembre del 2012 sul forum 2 + 2 dall’utente ‘MacauPro’, Tom Dwan, che a seguito del Black Friday si era visto bloccare l’intero capitale sulle room online, una volta in Cina avrebbe trovato un finanziatore che gli avrebbe aperto le porte delle partite più interessanti. Questo personaggio, secondo le fughe di notizie provenienti dall’Estremo Oriente, sembrerebbe essere Phua Wei Seng, meglio conosciuto come Paul Phua, giocatore professionista di origine malese e personaggio di spicco del Big Game di Macao. 

In questa storia la figura di Paul Phua è fondamentale. Questo illustre personaggio è infatti uno degli intermediari più importanti nel mondo del gambling asiatico. Grazie a lui il buon vecchio Durrrr avrebbe avuto praticamente carta bianca per l’accesso ai più importanti tavoli High Stakes della mecca orientale. Nel corso degli anni, però, su Phua escono fuori dei particolari piuttosto inquietanti che saranno importantissimi per capire cosa potrebbe essere successo in seguito a Tom Dwan. Per capire meglio la connessione tra il magnate malese e il giocatore americano facciamo per un momento un balzo in avanti al 2014.con
 

Paul Phua in manette e non solo per scommesse clandestine

Misteri del Poker Pro Tom Dwan

Durante le World Series of Poker del 2014, esattamente nel mese di luglio, il magnate malese viene arrestato insieme al figlio, mentre si trova a Las Vegas, con l’accusa di aver gestito un traffico di scommesse illegali sulla coppa del mondo di calcio. Paul Phua non rimane molto in carcere e ottiene immediatamente la libertà vigilata a seguito del pagamento di una cauzione pari a 2,5 milioni di dollari (alla quale contribuirono anche giocatori di fama mondiale come Phil Ivey, Daniel Cates e lo stesso Tom Dwan).

Nonostante la libertà, gli viene impedito di abbandonare gli Stati Uniti, gli viene sequestrato il passaporto (insieme ai suoi beni) e in più gli viene assegnato un GPS per monitorare ogni suo spostamento. Ad aggravare la situazione del malese arriva anche il sospetto avanzato dalla polizia federale americana secondo cui Phua sarebbe un esponente della triade 14K, nota organizzazione criminale operante ad Hong Kong ed in Estremo Oriente. Accuse e sospetti pesanti che tuttavia decadono l’anno seguente e nel giugno del 2015 Phua fa ritorno a Macao dove risiede tuttora.con
 

L’amicizia con Phua avvicina Durrrr alla mafia cinese?

Perché questa digressione? Diciamo che i sospetti nei confronti del magnate malese di appartenenza alla mafia cinese, hanno aperto dei risvolti inquietanti sulla storia di Tom Dwan. È probabile infatti che il legame con un personaggio come Phua abbia avvicinato Durrrr alla triade 14K. E dal momento che il giocatore americano ha ottenuto risultati negativi per più di due anni, possiamo supporre che si sia trovato con molti debiti da dover saldare. Sarà vero? Questo non possiamo saperlo ma secondo i rumors giunti da Macao a partire dal 2013 le perdite di Tom Dwan aumentano vertiginosamente.con
 

Il 2013 e il 2014: perdite milionarie di Tom Dwan

Misteri del Poker Pro Tom Dwan
Immagine gentilmente concessa da Nick Ares

Per la verità i rumors secondo cui i risultati di Tom Dwan peggiorano cominciano a circolare già alla fine del 2011, ma nel 2013 le voci si moltiplicano. Nel settembre di quell’anno, infatti, il giocatore annuncia via twitter, mentre si trova all’aeroporto di Taiwan, di aver perso in una sessione la cifra più considerevole della sua carriera (cifra che fino ad ora non abbiamo mai saputo). Nel gennaio del 2014, però, si vocifera di una vittoria ottenuta da Durrrr pari a 25 milioni di dollari durante una folle notte ai tavoli High Stakes di Macao. La notizia viene prontamente smentita da Dwan stesso via twitter.

Passano soltanto sei mesi e nel luglio del 2014, vengono messe in giro alcune voci da Sam Trickett su una perdita a Macao di 24 milioni di dollari subita da un noto professionista americano. Quest’ultimo, secondo le ricostruzioni e le testimonianze, sembrerebbe corrispondere proprio a Tom Dwan. Sempre nel 2014, a peggiorare la situazione di Durrrr, arrivano anche le critiche di alcuni colleghi che un tempo lo sfidavano negli High Stakes online.con
 

L’interruzione della sfida con Daniel Cates: accuse su Durrrr

Il primo a prendere posizione è Daniel Cates che nel settembre del 2014 accusa Durrrr di non voler proseguire la cosiddetta “Durrrr challenge”, una sfida Heads-Up di cash game lanciata diversi anni addietro da Tom Dwan. La gara si doveva svolgere su un totale di 50.000 mani e con un premio di 500.000 dollari per Dwan qualora fosse risultato vincente e un premio triplicato pari a 1,5 milioni per l’avversario che lo avesse battuto. Il confronto, però, cominciato nel 2010 prosegue a singhiozzi nel 2013 e si blocca nel 2014 visto che i due contendenti non giocano neanche una mano.

A questo punto Cates dichiara che qualora la situazione non fosse cambiata sarebbe stato costretto a rivelare alcuni retroscena sul conto di Durrrr che avrebbe evitato volentieri di raccontare. Quali siano stati questi retroscena non lo sappiamo ma non fanno che porre altri interrogativi.
 

Tom Dwan scompare nel 2014: le probabili ragioni

Cosa sia successo in realtà non l’abbiamo mai saputo, ma nel 2014 Tom Dwan non solo lascia la sfida con Cates, ma scompare letteralmente dalla circolazione e di lui si perdono completamente le tracce a partire dal mese di luglio. Perché questa latitanza? A nostro avviso un’ipotesi plausibile è che il contatto con Paul Phua e di conseguenza con la mafia cinese abbia portato soltanto guai al top player americano che, avendo perso molti soldi, si sarebbe indebitato anche con la triade 14k.

È possibile, dunque, che Durrrr sia stato letteralmente sequestrato dalla Mafia Cinese e in seguito costretto a recuperare i debiti accumulati giocando a più non posso. In questo modo si spiegherebbe la sua lunga assenza dalla scena e la latitanza dalla sfida contro Cates. Ovviamente non abbiamo prove che possano testimoniare questa ipotesi, ma alcuni comportamenti e soprattutto alcuni vuoti di presenza ci lasciano pensare che sia davvero avvenuto qualcosa del genere.  con
 

Durrrr torna davanti ai riflettori in uno spot con Phil Ivey

Una storia strana, non c’è dubbio, che ancora oggi lascia molti interrogativi. Nonostante questo, però, dopo un lungo periodo di assenza quasi totale, Tom Dwan, dopo qualche vaga apparizione, torna a far parlare di sé nel giugno del 2015 comparendo insieme all’amico Phil Ivey in uno spot pubblicitario volto a promuovere una variante del Texas Hold’em chiamata Six Plus, recentemente lanciata a Macao. Qualche tempo più avanti, invece, nella seconda metà del luglio 2015, sul celebre forum 2 + 2, appare una foto ben nitida che ritrae il buon vecchio Durrrr ai tavoli da gioco del Solaire di Manila in compagnia di giocatori locali.

Pochi giorni più tardi, a inizio agosto, arriva anche la comunicazione che la sfida con Cates è stata definitivamente ripresa e che i due giocatori, che avevano interrotto il confronto a circa 40.000 mani, sono andati avanti. E ora in piena estate 2015, durante un’intervista di Pokernews al poker pro Winfred Yu, giunge un’ulteriore aggiornamento e conferma che Tom Dwan sarebbe a Manila insieme a Phil Ivey e Daniel Cates a giocare ai tavoli cash game high stakes da circa $2,500/$5,000/$10,000.

Del resto personaggi come lui hanno la pelle dura e anche nelle difficoltà riescono sempre a trovare una scappatoia.

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