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Strategia del poker: Cosa fare quando va tutto male

Capita a tutti i giocatori di poker. Hai fatto tutto giusto. Hai preso il posto migliore nella partita perfetta, hai giocato una grandiosa mano di partenza dalla giusta posizione. Ma i tuoi assi sono stati battuti. Oppure hai floppato un tris, eppure perso contro qualcuno che ha legato un progetto di scala. Succede, di tanto in tanto: avresti dovuto vincere, e invece perdi. Con le mani tra i capelli ti chiedi: “che cosa posso fare, quando è il fato a cospirare contro di me?”

Sfortunatamente, non esiste nessun elisir magico ad eliminare le sfortunate fluttuazioni a breve termine che tutti prima o poi sperimentano giocando a poker. Se ti è d’aiuto, puoi consolarti sapendo che ci siamo passati tutti. Ma se desideri andare oltre, ricorda questo: ogni avversità nasconde un’opportunità. Perdere, in realtà, ti offre la possibilità di analizzare i tuoi errori e ridefinire il tuo gioco. È la psicologia del poker, pensala così.

La maggior parte dei giocatori non dedica tempo ad un esame attento di sé quando vince. È troppo divertente collezionare chip e trasformarle in denaro sonante! Perdere, tuttavia, ci trasforma da persone allegre ed estroverse in cupi introversi, e i pensieri più rivolti al nostro interno ci inducono a cercare strategie e motivi per evitare di perdere di nuovo nello stesso modo. Pensiamo attentamente a ogni decisione che abbiamo preso in quella circostanza, chiedendoci come avremmo potuto fare meglio. “Che cosa avrei potuto fare diversamente?”, ci chiediamo. Di nuovo, siamo portati ad entrare nella psicologia del poker.

Non esistono garanzie che ci proteggeranno da future sconfitte, ma sì c’è un modo di agire che consigliamo a ogni giocatore che si trova ad affrontare una sequenza perdente. Durante una partita di poker tutti ci troviamo a dover cambiare marcia, a volte consapevolmente, secondo una strategia di poker pianificata, altre volte semplicemente iniziamo a giocare in modo diverso da come pianificato. Quando stai perdendo, rallenta il ritmo. Riduci la marcia. È il momento dell’autotrazione, non dell’accelerazione; il momento per giocare solo le mani di partenza migliori. Non le mani marginali, non quelle buone e nemmeno molto buone. Gioca solo le mani migliori. Significa che passerai una mano dopo l’altra, e per far questo ci vuole disciplina, specie se capisci che alcune di quelle mani avrebbero vinto.

Quando si perde, la maggior parte dei giocatori desidera soltanto minimizzare le fluttuazioni del proprio bankroll e sfornare qualche vincita. Ridurre la marcia ti permetterà di raggiungere l’obiettivo, non giocando quelle mani “sul filo del rasoio” che normalmente tenteresti. Giocando solo le mani con le maggiori probabilità di vincita, minimizzerai le fluttuazioni che invece si verificano con le mani speculative. Ovviamente la media del tuo tasso di vincita orario si abbasserà, ma questo è un buon compromesso, giacché eviterai gli alti e bassi da ‘montagne russe’ tipici di questa situazione. Puoi vincere gli stessi importi; semplicemente, ti ci vorrà qualche ora in più.

Ridurre la marcia farà sì, inoltre, che gli avversari non si approfittino del tuo momento no. Quando stai vincendo, l’immagine che dai al tavolo è abbastanza diversa da quella che dai quando perdi. Vinci, e a volte potrai anche bluffare impunito. Quando stai perdendo non puoi farlo. Gli avversari l’hanno visto, che perdi una mano dopo l’altra. Credono che continuerai a perdere. Se punti, vedono - o rilanciano - con mani che avrebbero foldato sapendo che sei uno che sta vincendo alla grande. Utilizzano la psicologia del poker contro di te...

Poiché ogni mano è completamente indipendente dalle mani precedenti, questo tipo di strategia non ha alcuna validità matematica, ma prova a convincere di questo gli esseri umani, con la loro natura e la loro complicata psicologia. In molti giochi, specie quelli no-limit, i giocatori sono pesantemente influenzati da ciò che hanno vissuto poco prima. Non importa che tu sia stato il campione in quel gioco per tutto l’anno precedente. Se le ultime due volte che hai giocato con loro hai perso, e stai perdendo anche stavolta, se la prenderanno con te.

Agli occhi di chi ti osserva, la tua immagine al tavolo è distrutta, e non riuscirai a modificarla finché non vinci alcuni grossi piatti. Una volta che inizieranno a percepirti come un vincente, avrai di nuovo a disposizione tutte le armi della psicologia nel tuo arsenale. Solo allora potrai ricominciare a bluffare o a giocare alcune mani a rischio. Ricorda: il modo in cui gli avversari ti percepiscono ti dà, in certo modo, l’immagine necessaria affinché tali stratagemmi funzionino abbastanza da ricavarne profitto.

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