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Day 3, parla Andrea Bettelli

È il papà dell'Italian Poker Open

Come ormai tutti sanno, Andrea Bettelli è il creatore e l'organizzazione di quel fenomeno del poker live che risponde al nome di Italian Poker Open. In nove edizioni, tuttavia, Andrea Bet non era mai comparso davanti alle telecamere per un'intervista, preferendo sempre il lavoro dietro le quinte. Ma visti i record frantumati a IPO 10 Special Edition, per una volta Andrea Bet ha accettato di sottoporsi alle domande di Jack Bonora.

Il papà dell'IPO non ha nascosto tutta la sua soddisfazione per i risultati raggiunti dalla sua creatura, ma non ha mancato, per l'ennesima volta, di dimostrare tutta la sua umiltà, iniziando l'intervista con i ringraziamenti a tutto il suo staff, definito come "il cuore e l'anima portante". Uno staff che, come ha sottolineato Jack Bonora, in dieci edizioni è diventato sempre più ampio, per rispondere alle attese di un numero sempre crescente di giocatori.

Da IPO 5 a IPO 10 ne è passata di acqua sotto i ponti, e dagli 892 giocatori si è arrivati a 2.492, passando per gli oltre 1.000 di IPO 8 e i 1.100 di IPO 9. Numeri che testimoniano la bontà del prodotto offerto da Andrea Bettelli e dal suo staff, che a IPO 10 hanno letteralmente invaso il Casinò di Campione d'Italia, riempiendolo anche di tavoli di cash game. E, come diceva il mitico Corrado, non finisce qui!

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Trascrizione video

Ce l'abbiamo fatta. Ci sono volute 10 edizioni, 1 milione di euro garantito, 2.492 iscritti, per sentire finalmente una dichiarazione di Andrea Bet, organizzatore, creatore dell'Italian Poker Open. Be', so che è un po' un emozione, perché tu sei uomo che lavora dietro le quinte. Però per un successo del genere due parole bisognava dirle.

"Sì era… era forse giunto il momento di dire… di dire queste due benedette parole. Be', la soddisfazione è tanta, al di là dei numeri, anche tutto il torneo nel complesso è andato benissimo. Quindi sono molto molto soddisfatto del torneo, dei numeri, ma soprattutto del personale, dello staff che ha portato a termine ancora… sta portando a termine questa manifestazione con grande sacrificio, con tanta stanchezza e sono, come ti ho detto spesso, loro il vero cuore, l'anima portante di questo… di questo torneo. Quindi personalmente mi sento di fare questa intervista soprattutto per ringraziare loro".

In due anni lo staff è cresciuto esponenzialmente, dalla prima edizione dell'IPO fino alla decima. Un incremento anche qualitativo, numerico, sotto tutti i profili veramente elevato.

"Hai detto tutto tu. Sì, sì, certo, staff alla grande, io non potevo chiedere di meglio. Lavoro in questo business da circa 20 anni, ho gestito realtà importanti, nel mondo del gaming tradizionale, è la prima volta che mi capita di avere un gruppo, e diciamo, di collaboratori di questo livello. Soprattutto giovani, che danno il massimo, mettono ogni sforzo possibile per raggiungere gli obiettivi che diciamo collettivamente noi ci prefissiamo".

Fondamentale anche il fatto che il management di questo casinò abbia creduto in voi a tutti gli effetti. Debbo dire che per quanto riguarda il cash abbiamo visto, in queste giornate, tavoli perennemente pieni. Ok l'afflusso di giocatori, ma evidentemente avete coordinato il tutto al meglio.

"Tavoli… diciamo erano dappertutto. Avremmo potuto mettere i tavoli, diciamo, in ogni… in ogni dove. Il cash è andato benissimo quanto è andato bene il torneo; avremmo potuto addirittura offrire il doppio dei tavoli che abbiamo offerto questi giorni. Però, voglio dire, le risorse a disposizione erano quelle che erano e non potevamo chiedere di più".

Quindi una grandissima soddisfazione. Come sempre tu guardi avanti: intanto vogliamo già dire qualcosa sulla tappa dell'IPO 11?

"Tappa dell'IPO 11… adesso ci riposiamo, poi pensiamo all'IPO 11 che non so quando sarà. Sarà probabilmente una tappa estiva, la data ancora non è precisa. Vediamo, vediamo cosa succederà, se sarà un IPO 11 ancora in edizione speciale o un IPO 11 classico".

Che comunque anche se fosse classico, parleremmo sempre e comunque del torneo dei record, perché ricordiamo che ogni tappa, in particolare dall'ottava in poi, è divenuta record italiano.

"Sì, sì è vero. I numeri parlano chiaro: dall'ottava… penso dalla quinta tappa in avanti fu un record italiano con 892 iscritti. Poi divento 1063 all'ottava, 1110 alla decima. Però, sai, i numeri lasciano anche un pochettino il tempo che trovano, non è che sono così determinanti. Per me è importante che il torneo vada bene comunque, al di là dei numeri, non è che dobbiamo raggiungere per forza un numero predeterminato. Certo ci fanno piacere… il successo non è soltanto misurato con i numeri, il successo lo possiamo misurare anche con la qualità e l'offerta del servizio che noi, voglio dire, di volta in volta ci prefissiamo di offrire".

Quindi quello che sarà veramente lo vedremo, lo capiremo, perché saranno da fare 1000 riflessioni. Potrà essere, per ipotesi, un torneo sempre di questa caratura, o se no un altro torneo dello stesso standard, sempre col piacere di avere però tanti giocatori che a tutti gli effetti, mi sento di dire, son sempre più amici.

"Non lo so, per ora… per ora godiamoci questo. Vediamo cosa succede poi".

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