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Day 1C, parla Carlo Pagan

L'intervista all'A.D. del Casinò di Campione

Il Casinò di Campione d'Italia ha recentemente compiuto 80 anni. Eppure non li dimostra, dal momento che parliamo di un casinò al passo coi tempi e gestito da un amministratore delegato, Carlo Pagan, che tutte le altre sale invidiano. Jack Bonora ha intervistato proprio Pagan, a margine dell'IPO 10 Special Edition, facendo una lunga chiacchierata non solo sulle prospettive presenti dell'Italian Poker Open, ma più in generale sulla situazione del casinò da lui gestito e sulla situazione del gaming in generale in Italia.

Si parte naturalmente dal record di iscrizioni dell'IPO 10 Special Edition, definito da Pagan "un successo in una fase difficilissima per i casinò". Merito naturalmente di Andrea Bet e del suo staff, oltre che dell'appoggio di una room partner come TitanBet Poker, ma merito anche di Carlo Pagan stesso, per aver creduto nel progetto dell'Italian Poker Open. E infatti l'ad del Casinò di Campione ci tiene a sottolineare come questo torneo sia arrivato a numeri che altre "sigle", sulla carta più blasonate, non riescono neppure ad avvicinare.

Con Jack Bonora, Pagan ha poi parlato della situazione del Casinò di Campione d'Italia, che ha iniziato il 2013 con il piede giusto, mentre le altre sale da gioco italiane continuano a fare fatica. Pagan ha poi ricordato come dal 5 all'8 maggio, il Casinò di Campione ospiterà anche i campionati europei di dealer. Perché Campione d'Italia non è solo poker, ma è anche roulette, blackjack, chemin de fer, punto banco, slot machine e tanto altro.

Trascrizione video

Carlo Pagan, amministratore delegato del Casinò di Campione d'Italia che ha appena festeggiato gli ottant'anni. Be', direi che il compleanno parte subito col botto.

"No no, questo record europeo di affluenza è per noi un altro successo, in una fase difficilissima, lo sappiamo, per i casinò. È vero che la nostra azienda sta un po' diversificando un po' in tutti i settori, e cercando di ottenere i miglior risultati possibili. È vero che in effetti, in questo inizio 2013, rispetto alla media dei casinò che è quasi a meno dieci, noi sostanzialmente siamo quasi allineati al fatturato dell'anno scorso, e questo vuol dire guadagnare quote di mercato rispetto a tutti gli altri. Questo ottantesimo, quindi, sta nascendo sotto degli auspici positivi. Ricordiamo anche che dal 5 all'8 maggio saremo la capitale europea del gaming, inteso come gaming tradizionale, perché organizzeremo il campionato europeo dei dealer proprio qui a Campione. Quindi una serie di attività in sequenza, che stanno dando risultato".

Be' non a caso Carlo Pagan è anche docente universitario. Questo è il segnale chiaro che ci vuole una preparazione, perché qui non basta aprire le porte e la gente viene a giocare.

"Mah, diciamo che ormai questo è un business multi-target, è un business anche con, come dire, dei segmenti di prodotto completamente diversi, perché uno chemin sicuramente è diversissimo da un poker, e ancora anche la gestione delle slot richiede la competenza. Io devo sono un po', proprio anche per il ruolo di docente universitario un po' tra quelli che spingono perché il settore abbia una crescita anche formativa. Proprio in questi giorni in Germania, con l'università di Las Vegas, dove insegno diciamo slot management, disciplina un po' particolare, ma che nelle università americane un normale, come dire, esame, un normale corso di studi, e devo dire, con la dimensione che il gioco sta acquisendo in Italia, che ci sia, come dire, la creazione di una formazione professionale di peso, perché no anche universitaria, secondo me avrebbe senso".

Un buon manager sa scegliere i suoi uomini e ha puntato su Andrea Bet e sul suo staff. Scelta innegabilmente vincente.

"Ah be', di questo siamo contentissimi, anche perché in un certo senso è un legame veramente forte. Nel senso che, anche da un punto di vista della residenza, abbiamo creato un team di prestatori d'opera, quindi di dealer che lavorano per noi, chiaramente non in modo continuativo, ma quando abbiamo delle attività eccezionali da svolgere, e questo vuol dire anche qualità. Il business del gaming è un business di servizio, dove l'elemento persona, il profilo qualitativo, costituisce un qualcosa di assolutamente imprescindibile. Oggi abbiamo dimostrato, devo dire, che con un evento un po' fuori, dalle, come dire, dalle sigle, un po' altisonanti che non cito, be', nonostante non ci siano queste sigle pazzesche abbiamo oggi, proprio oggi, fatto il record di affluenza per un torneo di poker, superando i 2.500 iscritti".

Lo staff di Andrea Bet lavora benissimo, è chiaro, ma lavora durante la settimana con i tornei, e lavora anche adesso con la modalità dei tavoli cash, che sono un punto d'attrazione del casinò.

"Certo, questo è un punto importante, rispetto al quale abbiamo anche firmato un accordo sindacale con i nostri dipendenti. Diciamo che questo settore del gaming è un settore che non può perdere opportunità. Sentivo oggi di casinò concorrenti che, come noi, hanno dovuto iniziare una procedura di licenziamento collettivo, proprio perché la situazione non è facilissima. È chiaro che quindi, come amministratore delegato, il mio appello anche ai nostri lavoratori, che si stanno impegnando moltissimo, è proprio quello di non perdere opportunità. Oggi, se lavoriamo compatti, se mettiamo della creatività, dell'innovazione, in quello che facciamo, i risultati possono venire. Devo dire che proprio in questi giorni, in Germania, si discuteva della crescita di Campione, ad esempio nel settore slot, dove la quota di mercato sta quasi sfiorando il 30%, avvicinandosi quasi alla leadership nazionale. E quindi il lavoro c'è, lo stiamo facendo, e l'importante è proprio la compattezza. Questo è l'appello che faccio spesso al settore dei casinò tradizionali".

Nel complimentarsi ancora con Andrea Bet e il suo staff, però diciamo che opera in un casinò meraviglioso. Probabilmente la più bella sala che si trova in Italia, e mi sento di dire in Europa, per quanto riguarda il poker, e con un management di primo piano.

"Ma io credo che poi i risultati siano sempre di una squadra. Sulla sala assolutamente ne convengo, al punto che, come le dicevo, proprio fra pochi giorni ospiteremo il campionato europeo dei dealer, quindi proprio del gaming classico, con discipline tipo il blackjack, il punto banco e la roulette, dove si premia il miglior dealer di tutta Europa, chiaramente con, come dire, delle attività, della prestazione di attività, valutata da giudici. E quindi, in sostanza, il premio è legato al raggiungimento di livelli d'eccellenza nella gestione della propria attività lavorativa. Proprio forse questo è uno dei grandi temi che i casinò tradizionali devono, come dire, enfatizzare, perché questa professionalità, questa capacità di far vivere il gioco, con un livello chiamiamolo esperienziale elevato, è effettivamente uno dei grandi punti di forza del settore".

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