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IPO 10 Special Edition: Jack Bonora incontra Francesco Oliviero

Intervista a uno degli storici amici dell'IPO

Ne ha fatta di strada, l'Italian Poker Open, da quella prima edizione con 300 giocatori chiusi in una piccola sala del Casinò di Campione d'Italia. IPO 10 Special Edition è arrivato a 2.492 giocatori e non è stato sufficiente neppure il nono piano del casinò: ci è voluto l'aiuto pure del secondo piano. Lo sa bene Francesco Oliviero, che l'Italian Poker Open lo ha visto nascere, crescere e affermarsi.

"Una roba da brividi", ha dichiarato al microfono di Jack Bonora. L'Italian Poker Open è un torneo che si svolge ogni tre o quattro mesi, ma, come ci svela Francesco Oliviero, è un lavoro che dura anche tra un evento e l'altro. Lo staff di Andrea Bet, infatti, ogni settimana organizza tornei ed eventi di poker al Casinò di Campione, cercando di far sentire i giocatori a proprio agio. Logico che, poi, in tanti decidano di partecipare non solo agli eventi settimanali del casinò, ma anche all'Italian Poker Open.

Francesco di professione fa il farmacista, ma rivela a Jack Bonora di avere la passione per il poker sin da piccolo, quando giocava (senza soldi,ovviamente!) insieme ai suoi amici. Una passione tramandata di madre in figlio e che Francesco ha saputo tramutare in un secondo lavoro.

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Trascrizione video

Francesco Oliviero vive l'IPO praticamente da sempre. Siamo alla decima edizione e stiamo celebrando un successo assolutamente clamoroso, vero?

"Vero, un successo incredibile, perché questi numeri qua, 2.492 giocatori, si vedono solo a Las Vegas, Jack. Cioè, è una roba da brividi".

Sì, roba assolutamente da brividi. Per altro mi incuriosisce un po' scoprire qualche aspetto, del fatto che molti sono quelli che poi vengono tra virgolette coccolati durante la settimana, perché qui ci sono dei bellissimi tornei settimanali.

"Sì, qui fanno i tornei tutte le sere. Andrea e tutto lo staff sono bravi a farli venire tutti ai vari IPO. Diciamo che l'IPO, che lo facciamo ogni 4 mesi così, è proprio un lavoro di 4 mesi di tutte le sere, vari satelliti, informazioni a valanga. Dalla prima edizione, che siam partiti mi ricordo con una saletta microscopica, che anche Andrea non ci credeva, avevamo 200 e qualcosa giocatori, abbiam fatto per 10, proprio come l'IPO 10".

È vero. Tu per altro fai questo ruolo… svolgi questo ruolo importante, però mi dicevi sei farmacista.

"Sì, io lavoro in farmacia da svariati anni. Andrea mi chiama quando c'è da fare questo evento e io corro".

Come è nata questa passione, cioè trovarti tra le ricette e di punto in bianco dire adesso contiamo le chip e facciamo il dealer, e via dicendo?

"Diciamo che questa è la passione del poker, è una passione che mi porto dietro da piccolino, e che mi ha fatto… me l'ha fatta prendere mia mamma. Questo è una cosa che non ho mai detto, è la prima volta che lo dico: la passione del poker me l'ha trasmessa mia mamma. Che purtroppo oggi non c'è più, però sin da piccolo giocavo con fiches, carte… avevo 10 anni, mi organizzavo il pokerino con gli amici e non sapevo che cos'era. Non ci si giocava niente e mano mano diciamo che è diventato il mio secondo lavoro".

Be' comunque sarebbe contenta di vedere che cosa sei arrivato a fare, questa professionalità. E vedere che lo staff con cui lavori, oltre a essere un gruppo di amici, è arrivato a ottenere questo risultato epocale.

"Esatto, lo staff è di prim'ordine, è proprio quello che hai detto è giusto che siamo tutti amici. Cioè ci si diverte: quando ci si vede all'IPO ci si rincontra. Perché tanta gente è di Roma, tanta gente è di Napoli, tanta gente arriva da Genova. Ci si ritrova qui ogni 3-4 mesi".

E la prossima che cosa combiniamo?

"La prossima, quello che so dovrebbe essere una tappa estiva. Vediamo, qualche cosa ci inventeremo".

Insomma, ci prepariamo ciabatte e bermuda, poi stiamo un po' in riva al lago e ogni tanto andiamo all-in.

"Esatto: di giorno siam giù, la sera veniamo su".

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