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IPO 10 Special Edition: intervista a Katy de Masi

Tutta la commozione della storica dealer

La formula segreta del successo strepitoso dell'IPO, giunto al record italiano ed europeo di 2.495 iscritti, forse la vedi proprio negli occhi luccicanti di Katy de Masi. Katy è una delle storiche dealer dell'Italian Poker Open, che hanno accompagnato l'avventura di Andrea Bettelli e del suo staff sin dalla prima edizione, quando ai tavoli si presentarono 'solo' 300 giocatori. Katy, come tutto lo staff dell'IPO, ci ha sempre creduto nel progetto, anche quando gli altri le dicevano di lasciar perdere. E IPO 10 Special Edition le ha dato ragione.

Quando tutti non pensavano che l'IPO sarebbe potuto arrivare a garantire 1 milione di euro e ad attirare quasi 2.500 giocatori, Katy pensava, anzi, sapeva che i risultati sarebbero presto arrivati. Ed è con commozione che ne parla al microfono di Jack Bonora, una commozione che è frutto di emozioni e sensazioni che può dare solo lavorare in quella che è una grande famiglia.

Ma Katy, seppure nell'emozione del momento, non vuole porre limiti all'Italian Poker Open. E dopo aver pronosticato, in tempi non sospetti, che un giorno l'IPO avrebbe ospitato 2.000 giocatori, si lancia - un po' per scherzo, un po' forse perché davvero lo pensa - in un'altra delle sue proverbiali previsioni: arriverà il giorno in cui all'Italian Poker Open giocheranno 5.000 giocatori. Ai posteri l'ardua sentenza!

Trascrizione video

IPO 10, un'edizione storica quella da 1 milione di euro garantito, al mio fianco c'è Katy de Masi. IPO 10, ma per lei è un po' un tuffo per passato, perché tu le hai viste tutte e dieci, vero?

"Sì, siamo nati con una piccola unità di 300 giocatori e siamo arrivati a una vera identità che fa paura all'Europa".

Non a caso tu, nella mia precedente intervista, dicesti… 'ma qual è il prossimo obiettivo?', e tu dicesti: 'Mille, no, duemila'. Adesso cosa ti verrebbe da dire?

"Cosa mi verrebbe da dire? Che nessuno dei nostri, diciamo, competitor, benissimo, ci avrebbe dato per vinti. E invece si è ricreduto: 'non è un progetto vincente'… il nostro invece è stato un gruppo che ha saputo lavorare, ha saputo piangere, litigare, e stare insieme, a bere una birra insieme fino alle 6 del mattino".

Abbiamo non a caso mostrato mille filmati delle vostre emozioni, delle vostre lacrime, dei vostri abbracci. Però l'aspetto emozionale, ovviamente, va in primo piano. Quali sono le emozioni più belle che hai assaporato nel corso di questo biennio?

"Quando… comunque è sempre meraviglioso vedere il record, del primo Day, del secondo Day e questa edizione anche del terzo Day. Quando inizia la musica, quando il direttore dà lo shuffle up and deal, vedere comunque giocatori che entrano come piccole formiche e si allargano nel salone, con il crescendo musicale, le luci che si alzano. E questo è l'IPO, è l'IPO, perché l'IPO dà tanto. Oltre a un servizio al giocatore, oltre a un buy-in accessibile, oltre a una bellissima vincita, forse i nostri giocatori si sono affezionati anche un po' a noi".

Tu ne hai fatti tanti di tornei, in vesti di dealer, però questo per te ha una valenza emozionale superiore. Perché?

"Perché quando io ti dissi, che era qualche IPO fa, IPO 3, tu mi dicesti 'quanti giocatori? Mille al prossimo obiettivo?', io ti dissi 'no, duemila'. E adesso dico 'c'ho visto lungo'. Allora Jack, ti saluto dicendo il prossimo saranno cinque".

Oh, addirittura! Questa è incontenibile, magari, sarebbe bello. Qui bisogna fare quindici giorni. Cosa facciamo? Dopo stiamo sempre qua a fare baldoria, a bere, mangiare…

"Bloccheremo l'Italia. Abbiamo bloccato Campione fino a Lugano e bloccheremo l'Italia".

Ma com'è che in un mondo di lavoro, che vive ormai di freddezza, tu sei ancora capace di emozionarti, quando parli di IPO, e di avere le lacrime agli occhi?

"Perché io forse sono l'IPO".

E allora piangi un po', no?

"Jack…"

Ti viene?

"C'è Francesco con noi… grazie Jack".

Grazie a te.

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