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IPO 11 Summer Edition: parla Franco Brambilla

'Andrea Bettelli si merita il successo'

Quando un torneo di poker arriva a disputare l'undicesima edizione in un paio d'anni, come è successo per l'Italian Poker Open, significa ovviamente che le cose sono state fatte nella maniera più adeguata. Ed è un piacere quando un organizzatore vede tornare più volte gli stessi giocatori. Come è il caso di Franco Brambilla, uno di quelli che, quando può, un torneo dell'IPO e di Andrea Bettelli non se lo perde per nulla al mondo.

Jack Bonora ha intervistato Brambilla durante il Day 1A dell'IPO 11 Summer Edition. Una chiacchierata informale, durante la quale Franco non ha mancato di tessere le lodi dell'organizzatore dell'Italian Poker Open e di altri tornei che si svolgono al Casinò di Campione d'Italia.

"Fino a un paio d'anni fa c'erano pochi tornei, poi è arrivato Andrea Bettelli e ha indovinato formule e buy-in", racconta Franco. Che a dirla tutta gradirebbe vedere una modifica nei tornei dell'Italian Poker Open. Una modifica che probabilmente il resto dei player non condividerebbe.

"Mi piacerebbe che gli stack fossero più ridotti", è la teoria di Brambilla, secondo cui all'IPO gli stack di partenza sono troppo grossi. Curioso, visto che i giocatori di solito si lamentano che nei tornei di poker live le chip sono sempre troppo poche!

Trascrizione video

Franco Brambilla è un habitué dell'IPO, dell'Italian Poker Open, e in generale dei tornei di Andrea Bettelli al Casinò di Campione d'Italia. Qual è la cosa più bella di questi tornei?

"Di quale, dell'IPO dici?"

Sì, e in generale dei tornei organizzati da Bettelli. Perché poi cominciano ad essere tanti eh.

"Sì, ma se lo merita eh… se lo merita perché soltanto tre anni fa c'erano pochissimi tornei settimanali, con dei buy-in limitatissimi, e con poche persone. È arrivato con criterio, a inserirsi in modo corretto, sia dal punto di vista dei buy-in che dal punto di vista della location soprattutto. Perché qui son passati tutti a Campione, no? Però lui è riuscito ad arrivare a un livello, a fare un torneo che… credo che non ce ne siano in Italia di tornei che fanno 1.000 giocatori, 1.500 giocatori".

Ma il mio amico Bettelli ha detto che lei non vince mai, ma è vera?

"Sì no è vero… no be' no, non è proprio così eh… non è proprio così, però qui sì. Qui è dura. Però voglio dire, l'importante è non… in questo gioco l'importante è non farsene mai una ragione no, perché si è carnefici e vittima allo stesso tempo. Quindi l'unica cosa è che ti ripeto, se vuole dare un tocco in più ai suoi tornei e anche a questo magari di ridurre un pochettino il numero dei partecipanti, forse bisognerebbe ridurre un pochettino lo stack. Perché se no si gioca a briscola e a tresette anziché a Texas Hold'em".

Ma è il primo caso, in cui tutti dicono 'no gli stack vanno più profondi', lei è il primo che dice… vuole un po' più ridotto.

"Ma perché si snatura la tecnica del gioco, cioè voglio dire… sappiamo… a parte il fatto che il livello di pensiero si è abbassato notevolmente negli ultimi due anni, no? Senza voler ovviamente mortificare nessuno, però è così. Perché si vedono delle… si vedono molti più colpi strani live, paragonabili ai colpi online no? La gente che butta il computer dalla finestra perché gli scoppiano il mondo".

Visto che Bettelli è stato spietato ha detto: 'ah ma se vince Brambilla qui bisogna dare la notizia Ansa'. È uno che…

"Lui la dà sempre prima, perché scherzando gli dico 'avvisa subito il blog e tutta la stampa che comunque il vincitore c'è già, in partenza'. Però veramente, a parte gli scherzi, Andrea si merita veramente il successo che ha sui tornei che organizza qui. Questo è fuori discussione".

Allora, in bocca al lupo, così lo smentiamo stavolta vinciamo eh?

"Va bene grazie, crepi".

Grazie mille.

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