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IPO 11 Summer Edition: intervista a Lorenzo Fedeli

'Ma quanto mi piace l'IPO!'

Ogni volta che Jack Bonora intervista uno dei tantissimi giocatori di poker accorsi all'Italian Poker Open (anche stavolta parliamo di 777 iscritti), le reazioni sono sempre entusiastiche. Le opinioni dei player sono tutte ben accette, ma assumono un significato più importante quando provengono da giocatori abituati a confrontarsi nei principali circuiti italiani ed europei.

Come ad esempio Lorenzo Fedeli, che ha giocato anche l'IPO 11 Summer Edition, non solo in virtù dell'amicizia che lo lega ad Andrea Bet, l'organizzatore dell'Italian Poker Open, ma anche e soprattutto perché, citando le sue stesse parole, "dove lo trovi un altro torneo che con 550 euro di buy-in ti fa vincere così tanti soldi?". Lorenzo ha voluto giustamente ricordare IPO 10 Special Edition, il torneo dei record, da quasi 2.500 presenze e una prima moneta di 250.000 euro.
Fedeli si è poi soffermato a parlare della situazione del poker in Italia, che non è più l'El Dorado di qualche anno fa. Anzi, i giocatori italiani hanno difficoltà soprattutto a viaggiare, perché quando si recano in un casinò estero, e partecipano a un torneo di poker, in caso di piazzamento a premio sono costretti a pagare addirittura il 50% delle tasse, senza poterne detrarre le spese.

Ma questo naturalmente non succede all'Italian Poker Open, che si gioca nel casinò italiano di Campione d'Italia!

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Trascrizione video

Lorenzo Fedeli è un tipo da IPO, così si è definito. È vero così?

"Direi di sì, direi proprio che questo torneo m'ha dato delle grosse soddisfazioni, e soprattutto le sorprese. Anche perché facendo molti tornei in giro, di diverso genere, ultimamente nessun torneo, se non logicamente a Las Vegas, si riesce a raggiungere questa quantità di giocatori. Ho anche la fortuna magari spesso di conoscere molta gente, quindi trovare delle persone piacevoli al tavolo dove, insomma,  si possa anche dimenticare la quotidianità del lavoro in tutte queste cose. So che se l'IPO fa il torneo, cerco di far di tutto per esserci, indipendentemente da quello che possa essere il buy-in, ma proprio per la costruzione del torneo, per gli organizzatori che sono miei amici, e per il fatto che, non dimentichiamoci, che l'ultima volta l'IPO, un torneo da 550 euro, ha raggiunto un primo premio da 250.000. Quasi difficile per un IPT, dove il buy-in è 2.200".

Certo, e c'è da dire poi che hai una grande amicizia anche con Andrea Bet, un grande organizzatore. Forse il suo segreto è proprio quello di vivere anche di rapporti umani e non solo di professionalità.

"Sì, diciamo che Andrea è sempre stato vicino ai giocatori e alle loro esigenze. Logicamente non tutti abbiamo esigenze uguali, e penso che appunto l'organizzazione, la cordialità loro, abbia fatto la differenza. Resta il fatto che con Andrea son molto amico e, anzi, devo dire che lo chiamo e dico 'Andrea vengo, magari cambio il giorno', lui è sempre paziente, sempre gentile e poi si viene volentieri. Anche perché qui non c'è da spendere tantissimi soldi e si può raggiungere un traguardo abbastanza importante. Perché oggi vedo che i tornei son… son calati. Sono calati: i buy-in… i buy-in con una quantità di denaro molto elevata non è alla portata di tutti. Qui puoi fare un torneo dove puoi raggiungere un obiettivo, o un sogno, non so, vincere un primo premio dove ti possa permettere magari di avere un sogno, andare a Las Vegas a fare un Main Event da 10.000 dollari".

Certo. Tu frequenti il circuito del poker da un po'. Qual è secondo te il futuro del poker, vivendo questa realtà diciamo di tour, un po' per vari eventi, e conoscendo la realtà di IPO, che probabilmente ha anticipato i tempi, mi viene da dire.

"Non lo so. Il mio punto di vista resta che per quanto riguarda l'Italia adesso bisogna tener conto di una cosa importante, di una cosa emergente: che i tornei fatti all'estero, per noi italiani, cominciano a diventare un problema. Io, che ho fatto tavoli finali all'estero, come un IPT, ho dovuto pagare nientemeno che la metà di quello che ho vinto in tasse. Quindi al 50% tu già devi pagare le tasse. Questo già è un casinò che è in Italia, quindi logicamente sei già esente, cioè le tasse vengono tolte alla base. Per noi italiani che andiamo all'estero, se tu vai ad esempio a fare un torneo come questo, già sai che il 50% lo devi dare in tasse, e questa è una cosa molto importante. E quindi dove vai in Italia a trovare un torneo dove non spendi molti soldi e raggiungi questi obiettivi? Fino adesso, a quanto mi riguarda, arrivare a 2.500 giocatori c'è riuscito solo l'IPO. Non mi ricordo un torneo in Italia che abbia fatto più di 2.500 giocatori".

È vero, fai fatica a trovarne anche all'estero, WSOP a parte, ma è una cosa a sé. Tra parentesi, quando parli di tasse, senza mai defalcare le spese e i buy-in di quando non sei andato a premio.

"Allora, ti spiego: se tu vai a premio all'estero - ti parlo di Nova Gorica perché è stato il posto in cui ho fatto tavolo finale - allora, se tu paghi un buy-in, ti faccio l'esempio, facciamo una cifra fittizia, 1.000 euro, vai a premio, non vai diciamo nelle posizioni principali, resti solo a premio, i primi premi, tu rivinci magari il tuo buy-in, che possa essere 1.000 euro. Di quelli, se superi i 5.000 euro, devi pagarne il 50%. Quindi se tu per caso, invece il buy-in è superiore, è 2.200 euro, tu non puoi detrarre né le spese dell'albergo, né le spese di niente, e quindi obbligatoriamente tu sei già in perdita. Se invece c'è qualcuno, come anch'io ho avuto persone, o han vinto dei satelliti, mi hanno pagato dei tornei, la cosa è diversa, ma per la persona che invece il torneo lo deve pagare di tasca sua, parte già al 50% di perdita. Con la speranza invece di andare nei primi posti, perché la ciccia, diciamo la carne, è nelle prime posizioni. Generalmente il primo posto paga il 25% della somma totale, calando quasi del 30 o 40% a scendere, quindi diciamo se tu non arrivi nei primi 20, la somma che tu vinci è poco più del doppio del buy-in e di lì ne devi pagare il 50%, quindi te ne resta in tasca poco e niente".

Allora, ti lascio al Side dell'IPO, dove ho visto che hai fatto un bel bluff con asso e sette, e se vinci tieni tutto, perché qui le tasse non si pagano, visto che sono trattenute alla fonte.

"È un piacere, e un saluto e sempre complimenti agli organizzatori dell'IPO, che organizzano sempre un grande torneo. Grazie, è stato un piacere".

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