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Italian Poker Open 13, intervista a Carlo Savinelli

Il pro entusiasta di Campione d'Italia

Tra i tanti volti noti giunti al Casinò di Campione d'Italia per la tredicesima edizione dell'Italian Poker Open, c'è anche quello di Carlo Savinelli. Carlo è un giocatore prevalentemente di cash game, sia live che online; ultimamente, però, si sta dedicando maggiormente al gioco live, anche per quanto concerne i tornei dal vivo. Jack Bonora lo ha intercettato proprio qui, a IPO 13, scambiando con lui due chiacchiere sul momento del poker italiano.

Savinelli non ha nascosto come oggi il poker stia vivendo un momento particolare, con il poker online che non è più ai livelli di qualche anno fa, e il live che sta arrivando al punto di saturazione. Tuttavia i tornei di poker live se la cavano ancora piuttosto bene, anche perché, come fa notare Carlo, qui il riciclo dei giocatori è più facile e naturale rispetto a quanto succede nel poker online.

Savinelli ha poi lodato l'organizzazione di Andrea Bettelli, il papà dell'IPO, anche per quanto riguarda l'apertura di tavoli di cash game. A Campione d'Italia, infatti, si possono trovare numerosi tavoli cash, con limiti che arrivano anche a 20/40, cosa che negli altri casinò italiani non succede (o succede molto di rado). Per un giocatore come Carlo Savinelli, questa è una vera e propria manna dal cielo.

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Trascrizione video

In compagnia di Carlo Savinelli, giocatore di cash, professionista, anche se poi in realtà è praticante avvocato, ma anche amante del torneo. All'IPO ha già ottenuto diversi risultati, ne ricordo uno: se non ti scoppiavano arrivavi anche al tavolo finale.

"Lì ho fatto bolla al tavolo finale, purtroppo. È tipo il torneo quello lì mi sembra da un milione garantito, che fece tipo un sacco di iscritti. Sono rimasto un po' male, alla fine però spero di rifarmi nei prossimi IPO di quest'anno".

Quindi sei al tavolo, ci hai lasciato un istante per un'intervista; del resto quando si è a livelli bassi, ancora con bui contenuti, si può fare.

"Fin quando entrano le ante è ancora fattibile, magari una sosta oppure magari che ne so alzarsi, oppure durante se non sono le pause, perché comunque non incide molto. Poi quando iniziano a diminuire i big blind, iniziano a subentrare le ante, è meglio stare al tavolo".

Tu però inizi e vivi come giocatore di cash, vero?

"Sì. Inizio e vivo come giocatore di cash, sia online che live; attualmente ho diminuito un po' il mio gioco online perché diciamo che il mercato è diventato abbastanza saturo. Però comunque le partite live dimostrano, cioè, hanno ancora la possibilità di far arrivare dei fish che magari online non vogliono arrivare, perché si scocciano a giocare sul computer, e quindi per il momento mi sto concentrando prevalentemente sul gioco live".

Tu giochi a qualsiasi livello, cioè vabe' magari non quelli bassissimi, però qui a Campione per esempio adesso vedo che i tavoli sono pienissimi. L'organizzazione del Campione Poker Team è di primo piano.

"Sono pienissimi. Infatti mi sono meravigliato, perché mai in un casinò italiano ho visto dei tavoli così pieni a livello di cash game. Ma poi da tutti i livelli: dall'1/2, fino al… c'è il 2/5, 5/10, 10/20. Ricordo che lo scorso torneo, sempre organizzato qui a Campione, mi sembra era un 880, non voglio sbagliarmi, si è giocato addirittura 20/40/80 e c'era pure Andrea Benelli, quindi c'era tipo tre 80 era tipo straddle fisso obbligatorio. Una partita che era iniziata tipo 5-max e poi comunque è diventato full-ring, rimanendo comunque sul 20/40. E penso che all'interno del circuito italiano in nessun casinò si gioca a questi livelli. Al massimo che ti puoi aspettare è un 5/10, quando ti va bene straddle 20, quindi per il momento che se uno voglia iniziare, oppure provare a giocare high stake, solo Campione".

L'organizzazione dello staff di Andrea Bet ha dato un impulso notevolissimo al cash, perché è vero che si dice sempre 'servono i giocatori', però servono anche gli organizzatori che li sanno poi coinvolgere.

"No, secondo me Bettelli è stato abbastanza smart per l'organizzazione all'interno del casinò. Ha preso le redini in mano, e quindi magari si è distaccato un po' da delle persone che erano competenti nel mondo del gioco, ma non competenti all'interno del mondo del poker. La sua competenza infatti si è vista, perché non ricordo in nessun casinò italiano che c'ha tipo 10 tavoli cash game oppure la possibilità di giocare anche 20/40. Poi sicuramente magari Campione è vicino a Milano, quindi il bacino d'utenza sarà magari migliore di Sanremo, non lo so. Però se pensi che comunque i tavoli sono sempre pieni, bisogna dare merito a Betttelli".

Ma come fai a pensare di diventare avvocato, da grande?

"Eh, è sempre questo… è sempre tipo il doppio binario della mia vita, cioè quando faccio quello voglio giocare, quando gioco voglio fare quello. Alla fine io ho iniziato a studiare quando il poker non lo conoscevo proprio. Poi la fortuna di comunque di imparare il gioco, di vedere comunque dei guadagni, in un'età dove non ne avrei mai potuti avere, mi ha portato su questo doppio binario. Sto sempre lì lì che voglio scegliere, però fino a quando non c'è tipo, che ne so, un colpo che, in un campo o nell'altro, che mi indirizzi di più, rimarrò ancora in bilico per un po', credo".

O difendi un killer ricchissimo, oppure vinci un torneo?

"Sì, sì praticamente una cosa del genere, una cosa del genere".

Se dovessi oggi dare un consiglio a un ragazzo che ha voglia di buttarsi nel mondo del poker, del cash… non è più come cinque anni fa, quando ci siamo tutti affacciati a questa realtà. Oggi cosa gli diresti?

"Oggi gli direi di studiare innanzitutto. Perché  cinque anni fa si poteva fare pure, che ne so, studiando un pochino il gioco, capendo che ne so le dinamiche, le starting hands, alla fine erano dei tavoli pieni di fish, nessuno sapeva il gioco, lo trattavano come se fosse un gioco da casinò. Mò il mercato, come ho detto, sempre per quanto riguarda l'online è diventato saturo; live sta diventando saturo però comunque c'è molto riciclo. Quindi se non studi, e davvero tanto, quindi che ne so, magari direi anche di evitare di comprare dei libri e passare direttamente, che ne so, a un coaching, perché comunque ci stanno delle persone veramente in gamba in Italia. Che so, un mio amico è Filippo Voconi, butto uno a caso, che potrebbe comunque coacharli dai livelli bassi fino a dei livelli più alti. Cioè, son soldi spesi meglio: secondo me, l'apprensione che tu prendi da un libro è minore da quella che puoi prendere all'interno di un coaching. Ti costa di più però ti forma".

Se vuoi giocare, conviene comunque venire a Campione, perché veramente le opzioni sono mille.

"Ah sì, io se dovessi consigliare un casinò, in questo momento consiglierei il Casinò di Campione perché sono rimasto meravigliato ieri. È da un po' di tempo che comunque lo frequento e comunque sono rimasto meravigliato. Ci tornerò spesso".

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