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IPO 13 Day 1B, parla Max Mazzuccato

Floorman… con velleità da giocatore

L'Italian Poker Open, il torneo dei record, l'evento che con 550 euro di buy-in permette di giocare contro centinaia, migliaia di giocatori, e di portarsi a casa premi da urlo. Non è un caso che un torneo come l'Italian Poker Open sia apprezzato universalmente, non solo dai giocatori ma anche da chi ci lavora. Tanto che c'è qualcuno che vorrebbe smettere i propri panni di staffer e vestire quelli di professional poker player.

Come Max Mazzuccato, floorman di IPO 13, che in passato non disdegnava qualche capatina al tavolo. Il buon Max, al microfono di Jack Bonora, ha svelato tutto il suo amore per il poker giocato - non solo per quello 'gestito' - paventando la possibilità di essere ai nastri di partenza per IPO 14, l'edizione che si giocherà ad aprile e che metterà in palio un milione di euro garantito.

Max Mazzuccato è uno dei fedelissimi di Andrea Bettelli, il papà dell'Italian Poker Open: ha visto nascere e crescer questo torneo, fino ad arrivare numeri invidiati da tutti i principali circuiti italiani. La crescita dell'IPO ha creato una sorta di indotto, visto che anche il cash game del secondo piano del Casinò di Campione d'Italia ha migliorato notevolmente i suoi numeri.

"Così chi viene eliminato dal torneo può scendere a giocare cash… o chi vince al cash può salire a provare il torneo!", scherza Mazzuccato. Ma neanche tanto!

Trascrizione video

Siamo insieme a Roby Begni. Roby, tu sei uno specialista dei tornei. Si potrebbe vivere anche senza il cash, secondo te?

"Ma come giocatore professionista no. Diciamo che quello che io son riuscito a fare quest'anno, giocando solo gli MTT, sono riuscito a fare buoni risultati, che hanno portato bene. Però se lo fai come lavoro devi giocare a cash, perché è la fonte di rendimento più alta".

Cosa ne pensi dell'IPO?

"L'IPO è fantastico. Non ho mai mancato a un'edizione: ci sono tutti i tipi di giocatore, il livello è buono, e il buy-in non è troppo alto. Dunque si può fare un sacco di mani, giocare  e divertirsi, e avere anche un primo premio, una prima moneta, abbastanza alta. Poi è divertente".

Bene. Sei venuto a vivere in Svizzera: come mai?

"No, io sono nato in Svizzera. Sono italiano ma sono nato in Svizzera e faccio spoletta tra qui e Las Vegas, perché mi piace molto giocare live, allora sto dei mesi a Las Vegas e mesi in Svizzera, dove vivo però".

Passi da uno zio all'altro.

"Sì, a me piace passare da qua a là, piace girare il mondo. E questo è un difetto che mi porta spesso in giro. Cioè a me piace ed è bello".

Cosa ne pensi del futuro del poker in Italia?

"Per l'Italia non lo so, è un po'… l'Italia è un po' in crisi già come nazione, perciò il poker…i soldi finiscono sempre un po' dappertutto. Il poker è un po' un'alternativa, penso, in Italia, al gratta e vinci. Però i giocatori professionisti di poker che fanno questo mestiere sanno quello che fanno, e dunque loro andranno sempre avanti. Solo che mancheranno i giocatori regolari, che si divertono solo a giocare più che a farlo come professione".

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