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IPO 13 Day 1B, il giramondo Roby Begni

Il poker tra Las Vegas e la Svizzera

Impegnato ad accumulare il maggior numero di chip possibile, nel Day 1B dell'Italian Poker Open numero 13, c'è anche Roby Begni, noto giocatore di poker italiano, fortissimo nei tornei multitavolo ma osso duro anche nel cash game. Begni abita in Svizzera, dunque all'IPO 13 è di casa - e non è un caso che abbia partecipato a tutte le edizioni dell'Italian Poker Open - ma si può considerare uno di quei giocatori di poker che non sono capaci di rimanere fermi più di tanto. Roberto, infatti, spesso vola a Las Vegas, dove rimane anche per diversi mesi, pur di giocare nei tornei che preferisce. Per sua stessa ammissione, è un viaggiatore nato, un giramondo.

Svizzera, Las Vegas, ma anche Italia. Sì, perché pur essendo nato in Svizzera, Roby Begni è italiano e non ha mancato di dire la sua sulla situazione del poker in Italia. Secondo Begni, la crisi economica certo non aiuta il movimento pokeristico, ma anche il fatto che per molti il poker sia un gioco di mera fortuna (come può essere un gratta e vinci) contribuisce alla stagnazione che questo settore sta vivendo negli ultimi tempi.

Alla domanda se un giocatore di poker può vivere solo di tornei multitavolo, Begni ha risposto con tutta franchezza: "No. Un giocatore professionista deve giocare anche cash, perché è quella la fonte di rendimento più alta".

Trascrizione video

Siamo insieme a Roby Begni. Roby, tu sei uno specialista dei tornei. Si potrebbe vivere anche senza il cash, secondo te?

"Ma come giocatore professionista no. Diciamo che quello che io son riuscito a fare quest'anno, giocando solo gli MTT, sono riuscito a fare buoni risultati, che hanno portato bene. Però se lo fai come lavoro devi giocare a cash, perché è la fonte di rendimento più alta".

Cosa ne pensi dell'IPO?

"L'IPO è fantastico. Non ho mai mancato a un'edizione: ci sono tutti i tipi di giocatore, il livello è buono, e il buy-in non è troppo alto. Dunque si può fare un sacco di mani, giocare  e divertirsi, e avere anche un primo premio, una prima moneta, abbastanza alta. Poi è divertente".

Bene. Sei venuto a vivere in Svizzera: come mai?

"No, io sono nato in Svizzera. Sono italiano ma sono nato in Svizzera e faccio spoletta tra qui e Las Vegas, perché mi piace molto giocare live, allora sto dei mesi a Las Vegas e mesi in Svizzera, dove vivo però".

Passi da uno zio all'altro.

"Sì, a me piace passare da qua a là, piace girare il mondo. E questo è un difetto che mi porta spesso in giro. Cioè a me piace ed è bello".

Cosa ne pensi del futuro del poker in Italia?

"Per l'Italia non lo so, è un po'… l'Italia è un po' in crisi già come nazione, perciò il poker…i soldi finiscono sempre un po' dappertutto. Il poker è un po' un'alternativa, penso, in Italia, al gratta e vinci. Però i giocatori professionisti di poker che fanno questo mestiere sanno quello che fanno, e dunque loro andranno sempre avanti. Solo che mancheranno i giocatori regolari, che si divertono solo a giocare più che a farlo come professione".

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