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IPO 13 Day 2, intervista a Stefano Facciolongo

"L'IPO è imperdibile"

Uno dei problemi più grossi per un fumatore accanito, quando gioca un torneo di poker live, è non potersi accendere una sigaretta al tavolo. Alcuni riescono a tirare fino alle pause prestabilite, mentre altri proprio non ce la fanno. C'è chi, addirittura, per sua stessa ammissione non è capace di restare senza nicotina per più di due livelli di gioco. Parliamo di Stefano Facciolongo, impegnato nel Day 2 dell'IPO 13 e intervistato da Jack Bonora proprio in occasione di una pausa-sigaretta.

"Col lavoro che faccio, gestendo discoteche e quindi lavorando di notte, fumo tantissimo. Non uso la sigaretta elettronica perché mi sembrerebbe di prendermi in giro da solo. Però è l'unico vizio che ho", afferma Facciolongo, che a Campione d'Italia è uno dei regular più apprezzati.

Non solo, Facciolongo ha una lunga storia anche con l'Italian Poker Open, da lui definito un torneo imperdibile, visto che con un buy-in contenuto permette di confrontarsi contro centinaia, migliaia di giocatori, e vincere ricchi premi. In occasione dell'IPO da 1 milione garantito, inoltre, è riuscito ad arrivare tra i primi 20 su 2.005 iscritti: "Ho peccato di presunzione e non sono stato aiutato dalla fortuna". Altrimenti chissà dove sarebbe potuto arrivare.

Trascrizione video

Stefano Facciolongo è in una pausa momentanea che si è dato per il fumo perché un po' di astinenza salta fuori.

“Ovvio, ovvio ovvio. Io non riesco a star seduto per due livelli di seguito senza fumare. È una mia grossa pecca però ognuno ha le proprie pecche”.

Ma le sigarette elettroniche?

“Non mi prendo in giro da solo. Non riesco, faccio un lavoro che lavorando di notte… Gestisco discoteche. E lavorando di notte difficile, è l'unico. Non bevo, non mi drogo, però fumo tantissime sigarette. Ognuno ha i suoi vizi. Oltre al poker”.

Quello non lo considererei un vizio. Perché mi dicono che tu sei un ottimo regular di questo gioco qua a Campione.

“Sì a Campione sì, prima di più però quando il lavoro me lo permette vengo volentieri”.

E l'IPO è un appuntamento imperdibile.

“Sicuramente. Ormai è un numero di giocatore talmente... per il buy-in anche che paghi, e per il premio che c'è, vale la pena sempre rischiare. Non ti cambia la vita il premio, ma sicuramente può dare una svolta. Anche perché ha anche un bankroll non importante, per fare anche tornei anche con bankroll più impegnativi”.

Nell'IPO 10, quello da 1 milione di euro garantiti, sei andato, non dico a un passo, ma comunque abbastanza vicino alla vittoria. Perché arrivare nei primi 20, su 2.005, non è malino eh.

“Sì come ti dicevo prima dell' intervista, ho peccato di delirio di onnipotenza, però sarà per la prossima. È un gioco così: la fortuna nei momenti decisivi conta troppo. In quel momento non l 'ho avuta. L'ho avuta prima, non l'ho avuta dopo".

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