|

IPO 13 Day 3, ancora due tavoli left

13 i giocatori superstiti

Siamo ormai agli sgoccioli anche del Day 3 dell'IPO 13, l'Italian Poker Open. La bolla è scoppiata da tempo, tutti i giocatori ancora in corsa sono già a premio e si stanno dando battaglia per raggiungere il final table televisivo. Siamo giunti al trentunesimo livello di gioco, con i bui a 50.000 e 100.000 e un ante di 10.000. 13 i player superstiti, spalmati su due tavoli. Tavoli che per il momento sono in pausa, con i dealer e Andrea Bettelli, l'organizzatore e papà dell'Italian Poker Open, che stanno sistemando gli stack dei giocatori.

Il chip leader è Khabat Jahany, che è al tavolo con uno short stack che, suo malgrado, se lo ritroverà alla sinistra: difficile per lo short stack salvarsi in questa situazione, perché è probabile che in caso di all-in il chip leader lo chiami praticamente con due carte qualsiasi. Tuttavia anche al nostro short stack, il buon Paolo, serve soltanto un double up per rimettersi in carreggiata.

L'altro tavolo, invece, vede la presenza di stack tutti più o meno equilibrati: non c'è nessuno che ha troppe chip più degli altri o che, invece, boccheggia con pochissimi gettoni. Entro la fine del Day 3, in ogni caso, sapremo i nomi dei giocatori che comporranno il final table di IPO 13.

Trascrizione video

Ultima pausa del Day 3 di questo IPO. Siamo ampiamente in the money, vicinissimi al final table. 13 giocatori rimasti ed i livelli sono molto molto elevati. Il prossimo dopo questa pausa, sarà 50.000/100.000 ante 10.000. Insomma tempi duri per gli short-stack che sognano però di arrivare al final table perché alla fine mancano solo 5 player out. Ed il più short di tutti è Paolo, che è nel tavolo qui alla nostra destra dove stanno naturalmente facendo il cambio delle chip i dealer. Come si gioca in questa fase di torneo così short?

“Eh, è brutto, perché bisogna soltanto aspettare le carte giuste per mandare. Sono talmente corto che ormai, se cerco di rubare, mi chiamerebbero. Quindi non ho speranze. E l'unica è sperare in un raddoppio fortunoso, e da lì poi me la posso giocare perché tornerei nell'average, insomma più o meno come gli altri. Ci vuole un po' di fortuna”.

Tra l'altro a fianco a te, c'è Khabat Jahanyi che in questo momento è il chipleader del torneo. Un vantaggio o uno svantaggio averlo alla tua sinistra?

“Secondo me è uno svantaggio. È più facile che mi chiama visto che ha 6 o 7 milioni di chip, quindi è un po' un problema”.

Ti ringrazio, ti lasciamo continuare la tua pausa e rilassarti in questi ultimi minuti perché sta per riprendere l'IPO e la sua fase più importante, la sua fase cruciale.

Ripeto 13 giocatori al final table. Alle mie spalle gli organizzatori, i floormen, Andrea Bettelli, il direttore del poker e, stanno per ultimare i cambi dei nostri due tavoli. Prego prego, Andrea Bettelli, può naturalmente fare quello che vuole. Non fa mai interviste, però può naturalmente dare una mano, controllare quello che avviene sui tavoli. Lo seguiamo proprio in tempo reale, in diretta, perché stanno ultimando i cambi delle chips. Questo tavolo è il più equilibrato dei due rimasti. Praticamente sono quasi tutti con lo stesso numero di chip. Quasi tutti non lontani dall'average. Maggior squilibrio invece nell'altro tavolo che andiamo a vedere con le immagini, dove vedete quelle del chipleader, le chip del chipleader, Khabat Jahanyi, lo ho appena nominato. Alla sua destra lo short stack, che abbiamo appena intervistato. Tutti gli altri sono a rilassarsi, a riposarsi, anche perché arrivano da tantissime ore di gioco, da tantissime ore di poker. 31 livelli sono stati giocati. Il prossimo sarà il 32° e si gioca questa sera fino al raggiungimento del final table. 

X