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IPO 13 Final Table, Federico Asta al quinto posto

Grande esordio all'Italian Poker Open

Quando un giocatore partecipa per la prima volta a un torneo prestigioso come l'Italian Poker Open, e oltretutto non ha mai giocato un torneo importante, il massimo dell'aspettativa è arrivare in the money, anche se naturalmente il sogno di vincere c'è sempre. Federico Asta ci è andato davvero vicino a questo IPO 13: per lui, che non aveva mai giocato in un evento live di livello, è arrivato un ottimo quinto posto che con un pizzico di fortuna in più sarebbe potuto essere almeno un podio.

Non tanto per la mano che lo ha estromesso dal torneo, perché un colpo A-Q contro K-J (per giunta del chip leader), giocato da corto, è assolutamente legittimo. La mano decisiva, che lo ha accorciato, è stato un all-in chiamato con una pocket pair di 8 contro T-4: in quel caso l'avversario, quasi condannato, è riuscito a trovare il double-up grazie a un fortunoso dieci pescato proprio al flop.

Poco male comunque, perché Federico Asta ha dimostrato di essere un buonissimo giocatore. Soddisfatto, Federico ha svelato di aver giocato anche con la febbre, quindi non al massimo delle sue potenzialità. Gli auguriamo di rifarsi al prossimo IPO, quello di aprile, il torneo che metterà in palio un montepremi garantito di 1 milione di euro. Magari si copra un po' meglio, la prossima volta, onde evitare l'influenza!

Trascrizione video

È uscito anche il quinto giocatore dal tavolo finale, Federico Asta. Questa volta è toccata a te. Come è andata?

"Mah, direi che è andata bene perché che è la prima volta che gioco ad un torneo live. Più che altro è stato faticoso per me perché non mi aspettavo questa maratona di ore di poker. E non ero organizzato neanche per affrontarle, per cui è andata molto bene direi”.

Va bene. È andata così. Senti sei uscito con una mano molto particolare. Ce la puoi raccontare?

“Mah, ho mandato all-in con AQ, e mi ha callato il chip leader con KJ. È uscito K ed è uscito Q e quindi sono stato eliminato. Ma ci sta. Tranquillamente”.

Eri già a corto?

“Super corto. Avevo...”.

C'è stata una mano particolare che ti ha fatto accorciare?

“Sì. All'inizio potevo andare chip leader quando hanno mandato all-in dal bottone ed io ho callato con 8-8. Hanno mandato con 10 e 4 solo che al flop è uscito 10. Io avevo 8-8. E così mi sono accorciato e son stato corto fino adesso”.

Ti aspettavi qualcosa di più? Avresti potuto vincere secondo te?

“No no. Ho partecipato per vedere come si svolge un torneo live. Senza particolari aspettative. Forse l'aspettativa di andare a premio, però non al tavolo finale. È venuto anche il tavolo finale: vuol dire che è andata benissimo”.

A proposito di live, sei più un giocatore cash oppure di tornei?

“No, io cash non gioco. Sono un giocatore di tornei, ma digitali, online”.

Online esatto.

“Però straparlo, perché ormai, come ho detto, non sono abituato ad affrontare dei tornei live e quindi sono stanchissimo”.

Tavolo televisivo ti ha stancato? Ti sei sentito sotto pressione?

“No, il tavolo televisivo no. Mi sono sentito più sotto pressione a 10 left. Dove allora il payout non era ancora molto consistente. Poi adesso invece era tutto di più. Speravo di andare meglio ormai, arrivato a questo punto. Perché son partito sopra ma sono arrivato sotto”.

Vabbe', è andata così. Un esperienza da rifare.

“Sì sì la rifarò ad aprile".

Ad aprile, per il prossimo IPO.

"Un po' meglio organizzato. Un po' più presentabile. Perché poi ieri avevo anche la febbre, sudavo. Mettevo su la giacca, la toglievo... quindi una cosa così”.

Va bene, allora ce l'hai fatta lo stesso. Grazie. Grazie Federico.

“Grazie a voi”.

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