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IPO 14 Special Edition: Bonavena e il Fattore C

Salvatore scherza sui suoi successi nel poker

Siamo giunti al Day 4 dell'IPO 14 Special Edition: dei 2.339 giocatori che hanno effettuato il buy-in da 550 euro, nella speranza di portarsi a casa la fetta più grossa del milione garantito (240.000 euro), ne sono rimasti soltanto 61. Tra questi, anche se un po' cortino, c'è anche Salvatore Bonavena, fino a poco tempo fa unico italiano ad aver vinto una tappa dell'EPT.

Bonavena ha voluto rendere omaggio ad Antonio Buonanno, che proprio durante l'Italian Poker Open è riuscito a conquistare il Grand Final di Montecarlo, diventando il secondo italiano vincitore del celebre circuito europeo. Una vittoria meritata, secondo Bonavena, non solo per le indubbie qualità pokeristiche dell'amico Antonio, ma anche perché l'avversario, l'inglese Jack Salter, non era certo il prototipo del giocatore signorile ed educato.

Sono passati sei anni da quella vittoria di Bonavena a Praga, eppure Salvatore è ancora uno dei più forti giocatori di poker da torneo in Italia e in Europa. Lo sta dimostrando anche all'IPO 14 Special Edition da 1 milione garantito, dove è già in the money. Ma qual è il segreto di Salvatore Bonavena?

"Tutta questione di culo!", ha scherzato al microfono di Jack Bonora. Ovviamente il buon Salvo spera tanto che i suoi avversari credano al 'fattore C'. Ma ormai tutti sanno quanto Bonavena sia forte!

 

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Trascrizione video

Che Salvatore Bonavena sia uno dei migliori torneisti italiani, non c'è assolutamente dubbio. È anche uno degli habitué dell'IPO, 2.338 iscritti e, guarda un po', 2.339 per l'esattezza, sei nei primi 61. E non è ancora finita.

"Sì, sono nei primi 61, però come al solito sono stracorto, però non si sa mai cosa può succedere. Rimaniamo dentro, poi vediamo".

Un bellissimo torneo, vero?

"Sì, veramente come al solito, è molto splendido, divertente. Mi diverto tantissimo, è veramente un piacere giocare qua".

Nel 2008 hai vinto la picca, la famosa picca dell'EPT, unico italiano a vincerla. Poi 2014, sei anni dopo, durante l'IPO, tu hai visto Antonio Buonanno vincere, anch'egli, in quel di Montecarlo. Che effetto t'ha fatto?

"Be' un bell'effetto, perché Antonio è mio amico. Vabbe', chiunque l'avesse vinto, la maggior parte sono amici miei, quindi sarei stato felice uguale. Io ero lì, sono andato in the money, poi sono uscito in una mano sfortunata, però sono strafelice che lui l'abbia vinto, perché lo merita e perché l'inglese è stato veramente un pagliaccio".

Motivo? Troppo arrogante, vero?

"Mah, un'arroganza fuori luogo, gesti veramente brutti. Un brutto modo di vedere la gente giocare a poker. Veramente antisportivo. Ma, penso… non lo so, non so che dire. Veramente una roba bruttissima".

Pessimo lui come persona o proprio molti stranieri vedono ancora noi italiani come il terzo mondo del poker, nonostante ormai si giochi da quasi una decina d'anni?

"No, non penso. Noi italiani siamo molto rispettati quando andiamo fuori. Penso che sia lui un pessimo ragazzo, niente di più, perché, non lo so… ci si comporta in una determinata maniera al tavolo. Poi si può esultare quando si vince un colpo, ma non si può prendere in giro una persona così rispettosa ed educata com'è Antonio. Quindi diciamo che le carte hanno ripagato la signorilità di Antonio, e hanno fatto pagare l'arroganza dell'inglese. Ben gli sta".

Ma sei anni fa, eri più forte tu di Antonio oggi? Perché nel 2008 tu hai vinto, hai sempre ammesso che insomma, ha girato dalla tua parte. Allora com'eri rispetto ad Antonio oggi, come giocatore?

"Mah, penso che vincere oggi sia ancora più difficile, perché il field lì a Montecarlo è veramente difficile, e penso che anche vincere allora era difficile: non è mai facile vincere un EPT, chiunque lo vinca. Non è che se lo vince un ragazzino è bravissimo, se lo vince Antonio o lo vince Bonavena è meno bravo. Credo che ci sia bravura in tutte e due le componenti, e quindi onore ad Antonio che l'ha vinto, perché lo meritava".

Anche perché sei anni fa va bene, ma sei anni dopo vorrei ricordare che tu sei poi sempre ancora qui. Sopra c'è il tabellone: 2.339, tu sei nei 61, tifiamo per te. Allora poi eri bravino eh, non c'eravamo sbagliati.

"No, è solo una questione di culo. È solo una questione di culo".

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