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Hand Review con Lo Cascio

Una mano fra Schiralli e Curcio

Fra i tantio volti già presenti a questo day 1A dell’Italian Poker Open 16 troviamo il poker pro di Titanbet Poker Ferdinando Lo Cascio. Nonostante Lo Cascio giocherà solo domani al day 1B, gira fra i tavoli e per Cristiano Ruiu sfrutta l’occasione per fare proprio con lui la prima hand review del torneo. La hand review è una delle novità introdotte dalla scorsa edizione dell’IPO.

La prima hand review dell’IPO 16 si svolge su una mano giocata poco prima che la si analizzi, durante il livello 150/300, fra Massimo Schiralli, Luigi Curcio e Macovei. Piccolo buio è Schiralli e Curcio apre in posizione UTG per 600 e il call da middle position di Macovei e il tribettare di Schiralli per 2150. Il grande buio folda e esce di scena.

Che mani avevano in mano i 3 players coinvolti nella mano? Questo è lo scopo della hand review, vedere cosa Lo Cascio pensa potessero avere i giocatori in mano seguendo il modo in cui ognuno l’ha giocata. Intanto Curcio folda al turn, quindi Lo Cascio deve capire solo cosa avessero gli altri 2 in mano. La mano si sviluppa con all-in di Macovei e il fold di Schiralli con board che mostra 6-2-5-Q-Q. Macovei aveva una coppia di assi e Schiralli folda. La supposizione di Lo Cascio che Macover avesse una overpair è quindi azzeccattissima!

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Trascrizione video

Benvenuti al nuovo appuntamento con la nostra rubrica della hand review. Appuntamento speciale perchè è la prima hand review di questa sedicesima edizione dell’Italian Poker Open e allora non poteva che esserci un pro di Titanbet, anzi il pro di Titanbet Ferdinanbdo Lo Cascio. Buonasera Ferdinando.

“Buonasera a tutti, vediamo che hand review avete in serbo per me questa volta.”

Mano che si è giocata davvero pochi minuti fa. Perchè livello 150/300 di questo day 1A dell’Italian Poker Open, 3 nella mano tra l’altro nel tavolo proprio quà alle nostre spalle, quindi è tutto molto vicino, tutto molto reale e realistico. Piccolo Buio, grande buio, il piccolo buio è Massimo Schiralli, c’è l’apertura di Curcio 600 in posizione UTG, il call da middle position da parte di Macovei. La tribet da parte di Schiralli 2150. Ripeto: 150/300 livello, 600 l’original raise, il call e 2150 la tribet di Schiralli. Il grande buio folda quindi lo togliamo subito di mezzo.

Ecco a questo punto, che cosa ci puoi dire dall’action, che mani fai, che mano fai a Schiralli soprattutto.

“Mah, diciamo che con queste poche informazioni non è sermplicissimo. Conosco soltanto Luigi Curcio, so che è uno che è aggressivo e anche se ha aperto UTG posso pensare che non abbia sempre un range abbastanza stretto. Lo small blind non lo conosco però la sua action è abbastanza strong però non conoscendolo non ho idea del fatto se là stia facendo soltanto per image oppure ha veramente una mano molto forte.”

Teoricamente aprire...

“Dovrebbe avere una mano premium. Perchè comunque si trova fuori posizione, sta tribettando un raise su UTG. Quindi, diciamo che sono veramente poche le mani che dovrebbero fra virgolette fare un’azione del genere però andiamo avanti e vediamo cosa succederà.”

C’è il call da parte di Curcio orginal raiser e il call anche di Macovei. Quindi sono in 3 nel piatto, piatto che diventa interessante perchè siamo 150/300. Possiamo allora andare a vedere direttamente il flop grazie all’aiuto del nostro dealer Diego. A questo punto 6-2-5, da parte di Schiralli c’è il bet 4000, callano entrambi i giocatori.

“Quindi c’è un ¾ pot da parte di Schiralli che qui mostrerebbe una premium hand, ovvero una over pair e il call di Luigi ovvero Curcio e dell’altro giocatore potrebbero... ci potrebbe essere un flush draw, ci potrebbe essere un set, che ogni tanto qui potrebbe raisare un qualche pair, comunque ancora abbiamo troppe poche informazioni. Non credo che ci siano 8 e 7 o 4 e 3 in un tribettato sui low blind però vediamo cosa succede al turn e capiremo sempre di più.”

Teoricamente un set da parte di uno di questi due è obbligato a tribettare secondo te.

“Ma, non obbligato a raisare, però è un flop molto drawy, quindi ci stanno sia draw di scala che di colore, anche se è pur vero che difficlmente troveremmo nello small blind delle mani che abbiano diciamo delle carte che potrebbero chiudere scala a una carta soltanto. Cioè un 3 o un 4 è difficile che il giocatore sullo small blind l’abbia. È pur vero che potrebbe avere qualche asso...ogni tanto qualche A-K suited, qualche A-Q suited o a cuori. Vediamo comunque che cosa succede al turn.”

Si prosegue con il turn, andiamo a vederlo. È una Q di quadri. Schiralli prosegue nella sua continuation bet, questa volta la size è 7100. A questo punto Curcio, che era original raise folda, e aquesto punto calla Macovei in middle position. Ecco a questo punto Curcio esce dalla mano perciò conta relativamente. Per il resto cosa mi puoi dire?

“Ma, per il resto sono sempre più convinto che abbia un’over pair il nostro small blind, cioè dovrebbe avere un’over pair o voglia simulare un’over pair. Mentre il giocatore in middle position potrebbe veramente avere un 7 o una pair o magari un flush draw che sta appunto giocando in maniera abbastanza passiva.”

Ma val la pena mettere così tanto nel piatto con un flush draw per esempio?

“Sicuramente no, però non conoscendo il giocatore non so se lui è capace di fare una giocata simile o meno, quindi lo mantengo nel range del giocatore in middle position.”

Andiamo a vedere allora il river così completiamo la mano e arriva il bello: cade la Q di fiori, a questo puntoi Schiralli punta 5400, quindi abbassa la size. Ti posso dire che Schiralli sta giocando dall’inizio della mano con 45.000 chip, 39.000 il suo avversario. A questo punto ovviamente gli stack si sono...esatto...

“Ha fatto 2100 pre, ha bettato 4 (4000) poi 7 (7000) quindi sono 7 e 4 11 e 2, quindi circa 14.000. Quindi ha 1/3 di stack nel pot.”

La puntata river è 5400. Il suo avversario decide di fare reraise all-in e mette le 19000 che gli erano rimaste nel piatto. Prima di dirti che cosa fa Schiralli, secondo te... intanto cosa faresti tu e che mano ha questo giocatore.

“Beh, che cosa farei io, bah, se potessi scegliere le carte mi darei due Q e farei call. Però sinceramente non sapendo cosa ha appunto il nostro small blind non so, però non ti nascondo che con un’action del genere potrei anche passare 2 A, 2 K, e a questo punto penso e spero, no spero, più che altro penso che lui abbia una mano forte come un set ovvero un full house adesso o se non dovesse avere questa mano magari l’ha architettata bene e nelle varie strade ha deciso di trasformare un middle value in bluff pensando che la bet a 5000, ovvero più piccola del turn potesse essere una bet un po’ di paura.

Però sono troppo curioso, scopriamo cosa hanno, perchè voglio ridere perchè mi guardate da tanto tempo.”    

Allora scopriamo le carte. Devo dire che la tua lettura è stata pressochè perfetta perchè effettivamente aveva i due assi e li ha giocati come over pair per tutta la mano. Ti dico cosa fa Schiralli...

“Passa... Sinceramente la mossa giusta. Addirittura poteva anche cercare di pot controllare un po’ di più in questa mano su... in un 3 way, su un flop del genere, seguono in due, diciamo che molto spesso sei già morto al flop.”

Quindi secondo te...No, l’altro non lo vediamo perchè..

“Non lo vediamo? Ha foldato?”

Mi devi dire che cosa aveva secondo te?

“Cosa aveva... Ci vorrebbe la sfera magica... No guarda un’altra mano che potrebbe anche avere qui è un flush draw con la donna di cuori. Cioè magari qui ha giocato con K-Q cuori, A-Q cuori, Q-J a cuori magari poi ha preso aveva flash draw al flop e ha seguito, poi ha preso la pair più flush draw al turn e quindi ha deciso ancora di callare, poi quando scende la donna ha pescato il Jolly. Quandro prendi il jackpot a Vegas e fa “dlin dlin dlin”, e, a quel punto a shovato per value. A questo punto faremmo in modo di usare la macchina della verità per sapere cosa aveva perchè sennò come faremo?”

È l’unico modo. Ti faccio un’ultimissima domanda: giusto bettare al river dopo che gli aveva già chiamato due strade, anzi... si... aveva già chiamato due strade fino al river da parte di A-A?

“Allora, in questo gioco del texas hold’em è molto importante cosa pensiamo dell’avversario. Se io penso che qui il nostro avversario possa veramente ancora pagare con un punto inferiore della mia coppia d’assi potrei anche pensare di bettare. Però sinceramente veramente vedo pochissima roba che qui possa diciamo chiamare e muckare. A questo punto avrei optato più per un check, check-call ogni tanto perchè  magari facciamo bluffare un missed draw.”

“Perchè non si è chiuso il flush draw quindi magari il nostro avversario preso dalla disperazione di non avere chiuso il draw, avendo investito parecchio del suo stack, magari decide di andare all-in o di fare una bet grossa che noi tra virgolette “sheriffiamo” nel nostro gergo, diciamo, tra pokeristi.”

“Però non ti nascondo che averei un po’ giocato diversamente magari al turn o forse avrei bettato un po’ meno, avrei checkato flop... Non lo so cioè dipende comunque molto dall’history che ho con gli altri giocatori. Perè devo dire che è stato tra virgolette bravo perchè non sapremo mai cosa aveva realmente a passare river perchè veramente batte a passare poca roba. Anche se la bet poteva indurre diciamo il nostro avversario a fare questo tipo di bluff.”

“Quindi se vuoi fare una bet del genere devi sapere prima quello che vuoi fare, cioè, perchè se betti 5000 to induce oppure stai bettando 5000 e fai capire però che non sei tanto convinto della tua mano. A questo punto magari è meglio checkare e vedere cosa ha il nostro avversario farà, cercare anche di capire tramite tell... Comunque live è un po’ più... hai la possibilità di raccogliere più informazioni rispetto all’online, quindi ogni tanto quello che si chiama tra virgolette il feeling è molto importante.”

Perfetto, grazie Ferdinando e complimenti perchè avevi individuato la monster hand fin dall’inizio

“Solo culo, no, scherzo scherzo...”

Grazie Ferdinando, alla prossima

“Voi alla prossima, ciao ragazzi”

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