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Hand Review con Filippo Etna

IPO 17 day 1A: la hand review di Filippo Etna

Tornano gli appuntamenti con le hand review, una novità introdotta la scorsa edizione che ha accolto tantissimo successo. Ai microfoni ritroviamo come sempre Cristiano Ruiu e per questa prima hand review dell’IPO 17 Campione è stato invitato Filippo Etna.

Ecco la situazione iniziale della mano: la mano è stata giocata in early stage con bui a 75/150. Il rilancio in middle position da parte del giocatore A ammonta a 425. Il giocatore in posizione di hijack (giocatore B) tribetta a 1000. Gioca lo small blind e passa il giocatore in posizione di big blind. Filippo Etna, vista la early stage del torneo non si pronuncia e chiede di vedere il board.

Flop: 8-10-J e c’è un triplo check che rimanda tutto al turn. Etna non avrebbe agito così e pensa che il giocatore ultimo a parlare, in posizione, avrebbe dovuto fare un abet esplorativa.  Il turn mostra K di cuori. A questo punto c’è check dello SB, il giocatore A punta 1100 e il giocatore B passa. A questo punto lo SB rilancia a 3500 e A gioca. Etna pensa che SB non abbia una mano di grosso valore e pensa che l’avversario abbia una mano migliore.

River: scende 9 di picche. Secondo Etna lo SB deve bettare sempre, mentre invece checka lasciando perplesso il nostro Filippo. Chi punta è invece A che aggiunge 7500 al piatto. Lo SB chiama e Etna pensa abbia in mano Q picche. Vengono mostrate le carte di SB che stupiscono Etna perchè mai avrebbe giocato in questo modo con carte simili...(scala nuts). Neanche più plausibile il modo di giocare del giocatore A che ha in mano A-J. ‘Sta volta proprio non ci siamo...

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Trascrizione video

Benvenuti al nuovo appuntamento con la Hand Review durante questo IPO 17 nel corso del Day 1A. Siamo con Filippo Etna. Buona sera Filippo e grazie per essere qui con noi.

“Grazie a voi dell’ospitalità e ciao a tutti”

Allora partiamo con una mano che si è giocata in early stage di questo IPO 17 Day 1A. 75/150 sono il piccolo ed il grande buio, c’è il rilancio da middle position 425, c’è la 3-bet a 1000 dal giocatore in posizione di Hijack, gioca lo Small Blind, passa il giocatore da Big Blind e possiamo togliere le carte. Fino a questo momento direi che c’è poco da segnalare perché è tutto abbastanza standard.

“Praticamente l’original raiser flatta la 3-bet, quindi giochiamo su un pot 3-way con un totale di 3000 più il grande buio, quindi 3150. In questo momento per le indicazioni ci vorrebbe la palla di cristallo perché anche ai livelli bassi, specialmente in un torneo deep, i range di 3-bet sono pressoché infiniti, quindi mi prenderei il vantaggio di guardare il board per vedere che succede.”

E allora facciamo così, ti prendi questo vantaggio, le carte non te le faccio vedere e le commenterai a mano finita. Il flop è coordinato e recita 8 T J a picche, ma ti anticipo già che c’è un triplo check e che si rimanda tutto al turn. Tuttavia il fatto che nessuno sia voluto uscire puntando che senso ha secondo te?

“Diciamo che è un problema perché su board molto coordinato specialmente il giocatore in posizione, ovvero l’ultimo a parlare, a mio avviso dovrebbe fare una bettata esplorativa per capire a che punto è la notte. Io difficilmente, specialmente se sono in posizione, lascio carta free al turn su un board iper coordinato, però lui ha deciso così, ci accodiamo alla sua scelta, che personalmente non condivido, e vediamo in quarta che casca e se qualcuno ha il piacere di fare un po’ di movimento in questo piatto.”

Vediamo allora qual è il turn sempre con l’aiuto del nostro dealer Daniele. Cade un K di cuori e il board si coordina ulteriormente. C’è il check dello small blind, l’original raiser da middle position punta 1100, quindi 1/3 scarso del pot, passa il 3-bet, ed eliminiamo le sue carte, e adesso viene il bello perché c’è il rilancio a 3500 dello Small Blind. Dopo lunghi pensieri l’avversario in Middle Position, che aveva bettato al turn, decide di giocare.

“Allora io penso che lo small non abbia una mano di estremo valore perché mi check raisa al turn. Infatti se avesse hittato il flop, al turn avrebbe donkbettato. Questo almeno è il mio punto di vista perché cerco di prendere valore e se ho lavorato bene al flop, nel momento in cui casca una carta ulteriormente coordinata non mi dà un fastidio, anzi mi dà un vantaggio. Il fatto che al turn il giocatore in posizione faccia una puntata pari ad terzo del pot è poco indicativo nel senso che addirittura lo small potrebbe check raisare per vedere se sta facendo una continuation bet in ritardo sul turn. Quindi, ripeto, non è che ci abbia capito molto, però penso che lo small non abbia questa grande mano e ritengo che abbia più opportunità di chiudere il colpo il giocatore in posizione.”

Quindi è un check raise che non deve far paura secondo te quello dello Small?

“Secondo me no, sarei molto più spaventato se lo small blind mi donkasse al turn. A quel punto, secondo me, dimostrerebbe più forza. Il fatto che mi check raisa 3500 su una bettata 1/3 del piatto è relativo e non la vedo così incisivo.”

Vediamo allora cosa succede al river così chiudiamo la nostra mano. Esce un 9 di picche…

“A questo punto lo Small deve bettare sempre a mio avviso. E’ giusto betta?”

No checka…

“Brutto, bruttissimo”

Lo small checka…

“Diciamo che io sono in palla totale quando lo small blind fa check!”

Punta invece 7500 (ovvero il pot) il giocatore da Middle Position e alla fine lo small blind chiama.

“Irreale! 7500 e call! E’ un disastro perché un giocatore che fa la puntata della grandezza del pot secondo me non ha mai meno della dama di picche, anche perché è più probabile che con il flash draw nuts bloking betto. Se lui mi fa davvero piatto io assegno la dama di picche al giocatore in posizione e a questo povero Cristo che check - calla un flush draw nut. Quindi vince l’Hijack.”

Quale vuoi vedere prima?

“Voglio vedere prima quelle dello Small.”

Allora te le giro…

“Diciamo che questo è matto, perché secondo me la scala non batte nulla e se vince questo colpo smetto di giocare un’altra volta (ride). Questa mano secondo me non puoi giocarla in questa maniera. A dimostrazione di quello ti dicevo prima, al turn cosa ti stai inventando se hai fatto scala giustamente? Scherzi a parte non mi piace assolutamente perché quando cade il river tu hai perso. Check - callare piatto per me non è una mano di valore, però non ci ho capito niente quindi…”

E invece il check raise al turn cosa voleva fargli passare?

“Il check raise al turn devi farlo più lungo. Il discorso è questo: lui con cosa chiama su quello spot, quando tu al momento hai scala nut? Chiama solo quando ha un flush draw migliore e mgliore del tuo è anche quello con il 2. Quindi nel momento in cui casca picche la tua mano per me è finita, io la vedo in questa maniera. A maggior ragione cade proprio il nove di picche e lo spot diventa ancora più irreale, ma ti dico che la mano è stata giocata malissimo e se decido di check raisare con scala (cosa che non farò mai perché io check callo il turn e rivaluto river) nel momento in cui cade picche la mia mano è finita. Dicevo, però, nel momento in cui decido di check raisare lo faccio molto lungo, non 1100/3500 perché voglio capire il mio oppo che cosa sta facendo.”

Mi hai dato l’imput per la prossima domanda. Check raisando lungo l’asso di picche dovrebbe chiamare?

“Allora check raisando lungo se la vede come l’ho vista io prima che tu mi girassi le carte dovrebbe chiamare, perché come ti dicevo non mi ha dimostrato una mano forte. Il discorso è questo: è ovvio che lui lavora sul Kappa perché mi ha chiuso scala nut, però l’indicazione di prima, in cui non mi donka al flop, vuol dire che su quel board, il flop non è il suo. Almeno questo punto, infatti, l’ho azzeccato, per il resto ho sbagliato quasi tutto e ti dico che non mi rappresenta granché  nonostante il fatto che ti possa chiamare solo da un flush draw che lavora lì sopra, ovvero un picche medio alto. Se l’avversario ha il kappa di picche non ti mollerà mai e comunque hai un sacco di carte contro. Per quello ti dico che non giocherei mai check raise al turn con questa mano.”

Devo dire che non hai sbagliato davvero tutto perché poi in effetti qua alla fine aveva A J con l’Asso di picche. Quindi diciamo che era abbastanza scontata la sua condotta per le size che ha scelto l’avversario?

“Certo, che lui abbia copertura a picche è matematico, male che vada potrebbe avere set, perché comunque ha un’apertura e gli accredito una mano che abbia un senso. A questo punto, però, girando le carte dell’Hijack, perché checkare flop in posizione? Nel senso è il suo se gli capita Asso e Jack…”

E’ la domanda che ti avrei fatto: perché checkare?

“Su 3100 di pot, se consideriamo che in che tanti la vedono come c-bet (e lo è effettivamente), andare a fare 1600/1700 che vuol dire mezzo pot, vuol dire far giocare i due oppo su un board coordinato dove tu hai comunque al momento flush draw nut, top pair con top kicker e non stai proprio in mezzo ad una strada. Quindi, io la gioco in maniera diversa al flop, al turn, e la gioco diversa al flop di Asso Jack, la gioco diversa al turn di Asso Dama. Al river ormai i giochi sono fatti e addirittura, sarò anche un po’ pauroso, ma questa mano la foldo al river. Te lo dico sinceramente perché per me quel nove è drammatico.”

Perfetto Filippo sei stato gentilissimo, chiarissimo e buon IPO a questo punto.

“Speriamo! In bocca al lupo a tutti e speriamo di vederci dopodomani e dopo domani ancora. Io non ho niente da fare, quindi…”

Perfetto noi siamo qua!

“Grazie a voi: Ciao!”

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