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IPO 8, intervista al tournament director

IPO Campione 8, parla Antonio Greco il tournament director

Se l'Italian Poker Open è riuscito a raggiungere risultati clamorosi, con gli oltre 1.000 iscritti di IPO 8, senza dubbio il merito è anche del tournament director Antonio Greco. Un personaggio molto schivo, che non ama parlare di sé, ma che in un'occasione del genere ha accettato di rispondere alle domande di Jack Bonora, che già lo aveva intervistato in occasione dell’ IPO 1.

"Ho fatto tutte le edizioni dell'Italian Poker Open, sin dalla prima. C'è una crescente soddisfazione in proporzione ai numeri. Se avrei mai pensato di raggiungere risultati del genere? Diciamo che ci ho sempre sperato. Sapevo che arrivarci sarebbe stato difficile, ma ora siamo qui e la soddisfazione è tanta".

Cosa ci sarà mai di particolare all'IPO, oltre al clima amichevole e professionale? C'è forse una ricetta segreta? "Ogni IPO ci troviamo e parliamo di cosa migliorare, degli aspetti da ritoccare. I giocatori se ne rendono conto delle continue migliorie che apportiamo ad ogni edizione".

Anche la scelta del buy-in ha avuto la sua importanza. "Chiaramente sì. Vedendo il periodo di crisi, abbiamo azzeccato il giusto buy-in. È accessibile a tutti, magari con qualche sacrificio, ma si può pianificare di giocare all'Italian Poker Open. Anche perché ci sono i satelliti. E le preiscrizioni. Il lavoro per il torneo comincia molti mesi prima."

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Trascrizione video

Se l'Italian Poker Open è riuscito a raggiungere un risultato assolutamente clamoroso, oltre 1.000 iscritti, il merito è certamente anche del tournament director, Antonio Greco. Solitamente schivo, non è facile intervistarlo. Lo feci in occasione della prima edizione se ben ricordo, perché tu le hai fatte tutte.

"Sì. Ho iniziato dalla prima edizione. Seguo questo torneo ormai da otto edizioni. Una soddisfazione, una crescente soddisfazione in proporzione ai numeri e… che dire".

Dirti che l'avresti mai pensato è troppo, vero?

"L'ho sempre sperato. Arrivarci lo sapevo che sarebbe stato difficile, ma adesso la soddisfazione è veramente tanta".

Cosa avete fatto di particolare per raggiungere questi numeri? Ok il clima particolare, amichevole e professionale al tempo stesso, però c'è qualcosa, c'è una ricetta segreta?

"Sicuramente ogni IPO ci troviamo e ragioniamo su che cosa si può migliorare, gli aspetti che vanno sempre ritoccati. E infatti anche i giocatori si son sempre accorti delle continue migliorie che abbiamo portato all'IPO, e questo secondo me è il valore aggiunto che abbiamo".

E poi probabilmente anche la scelta del buy-in, tra tante riflessioni fatte. Ho la sensazione che questo sia quello giusto per far contento il giocatore medio.

"Sicuramente. È anche vedendo adesso il periodo di crisi, abbiamo azzeccato in pieno un buy-in che è accessibile a tutti, magari con qualche sacrificio: uno programma il torneo qualche mese prima e riesce a venire all'Italian Poker Open".

Be' poi in settimana ci sono i satelliti qui al Casinò di Campione, no?

"Ma infatti il lavoro inizia già con i satelliti, le preiscrizioni, ci teniamo molto a procurare sempre clienti e cose. È un lavoro che veramente inizia sempre mesi prima dell'IPO".

Insomma, si investono 550 franchi svizzeri, si può tornare a casa con 100.000.

"Sicuramente questo IPO qui abbiamo già fatto il payout e supereremo i 100.000 franchi di prima moneta".

Complimenti.

"Grazie".

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