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IPO 8, Matteo Gamberale: "Mai visto nulla di simile"

Matteo Gamberale, floorman all’IPO 8, parla del torneo

Matteo Gamberale, professione floorman. Partecipare in prima persona a un torneo record, con più di 1.000 iscritti, significa lavorare a stretto contatto con la storia del poker made in Italy. Jack Bonora lo ha intervistato, ed ecco le sue parole a riguardo dell'esperienza a IPO 8.

"Una cosa impressionante. Non mi sarei mai aspettato qualcosa del genere. Ho avuto esperienze internazionali, Inghilterra e Caraibi soprattutto, e posso dire che una volta tornato in Italia non mi sarei mai immaginato di vedere mille e più persone. È incredibile avere questo staff e un'organizzazione del genere praticamente dietro casa. È un'emozione grandissima, ho avuto questa opportunità e la stiamo sfruttando. Sono contentissimo".

Ma qual è, allora, il punto forte degli italiani rispetto agli stranieri? "L'organizzazione italiana, in generale, si è fatta sentire in questo Italian Poker Open. Altri eventi italiani, a cui ho partecipato, non arrivano a questo livello. Poi i dealer e i floorman italiani hanno una marcia in più, perché sono sempre allegri, cordiali e disponibili con tutti".

C'è crisi e la gente scappa dall'Italia. Ma a giudicare dal poker, forse in questo settore è meglio tornarci. "Sono d'accordissimo. Viene voglia di tornare, più che mai se si lavora con questo staff!".

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Trascrizione video

Matteo Gamberale, floorman all'IPO, il torneo dei record. Oltre 1.000 iscritti; che sensazione è lavorare in uno staff che ha raggiunto un risultato storico nel mondo del poker?

"Guarda, ti posso dire che è una cosa veramente impressionante. Non mi sarei mai aspettato di trovare una cosa del genere perché ho avuto esperienze a livello internazionale, soprattutto in Inghilterra e ai Caraibi, e posso dire che una volta arrivato in Italia non mi sarei mai immaginato di trovare 1.000 e rotte persone. E uno staff del genere, un'organizzazione del genere dietro casa praticamente. Quindi diciamo l'emozione ha contato tanto, tantissimo, ho avuto questa opportunità e la stiamo sfruttando, al massimo. Sono veramente contento di essere qui".

Qual è il punto forte, visto che hai lavorato a livello internazionale, degli italiani rispetto agli stranieri?

"Guarda, ti posso dire, l'organizzazione italiana in generale in questo evento si è fatta sentire. Io posso dire di aver visto tanti altri eventi, sempre in Italia, che non hanno avuto questo tipo di organizzazione. A livello proprio personale, i dealer italiani, comunque i floormen che siano italiani, sono secondo me un gradino sopra anche a livello interpersonale. Cioè, nel senso, sono sempre allegri, cordiali, sempre comunque un passo in più, un gradino in più secondo me. Una marcia, diciamo".

Molti cercano di scappare dall'Italia, perché c'è crisi. Nel mondo del poker invece vien voglia di tornare, insomma.

"Sì, assolutamente sì. Sono completamente d'accordo. Non avrei mai pensato ripeto, una cosa del genere, ma sì, viene decisamente voglia di tornare".

Più che mai se si lavora con questo staff, immagino.

"Assolutamente sì. Questo lo confermo al 100%".

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