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IPO 9, Andrea Meo impara il Texas Hold’em

Sarà un giocatore di poker in un film

Non solo amatori e professionisti del poker all'IPO 9. Tra i volti noti dello spettacolo all'italiana, oltre a Daniele Interrante, Jack Bonora ha intervistato Andrea Meo, attore nostrano che interpreterà il ruolo del protagonista in una produzione spagnola. Andrea sarà un avvocato che si appassionerà al gioco del Texas Hold'em, tanto da lasciare la propria carriera per diventare un giocatore professionista. Ma come mai ha scelto proprio l'Italian Poker Open per entrare nella parte?

Meo ha rivelato al microfono di Jack Bonora di aver scelto l'IPO 9 perché è un evento ricco di giocatori. Andrea ha ammesso che molti altri tornei, dal buy-in più grosso, gli avevano proposto la partecipazione, ma ha optato per l'IPO perché voleva avere l'occasione di confrontarsi con un field più ampio possibile. Un field variegato, pieno di professionisti ma soprattutto di giocatori amatoriali, che poi sono i migliori per i propositi di Meo. L'attore, infatti, sta studiando per entrare nella parte e ha bisogno di carpire i segreti dei giocatori per potersi calare nel modo migliore possibile.

Andrea Meo è un attore emergente, che ha studiato recitazione e improvvisazione a Roma e a New York. Proprio nella città americana ha imparato la tecnica nota come emotività sensoriale, che si riferisce proprio all'insegnamento che porta a interpretare emotivamente il ruolo che si andrà a svolgere in un film o in uno spettacolo teatrale.

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Trascrizione video

Un bravo attore studia e Andrea Meo è pronto a recitare una parte importante. Quella di un avvocato, in una produzione italo-spagnola, che si innamora del Texas Hold'em. E allora Andrea Meo ha scelto di giocare a Texas Hold'em in un torneo.

"Assolutamente sì, sono… sto studiando ormai insomma da qualche mese: tutti i movimenti, le tecniche, insomma la concentrazione dei veri giocatori. E non c'era miglior occasione che un torneo importante come l'IPO, quindi insomma dove la quantità di giocatori e la professionalità e la serietà del torneo insomma sono di grande insegnamento a quello che poi dovrò interpretare in questo film. Lo trovo emozionante, quindi devo dire che non sarà assolutamente difficile entrare nel ruolo e nella parte, perché ci sono dentro anche nel privato, quindi insomma mi… sono contento di come sta andando lo studio per questa parte".

Quindi avvocato e giocatore, però invece di studiare il codice hai preferito studiare il Texas Hold'em.

"Assolutamente, avvocato che diventa giocatore. Una storia, insomma, varie sfaccettature, poi nel mondo del Texas addirittura troverà l'amore, tanto da lasciare la sua professione e diventare un giocatore professionista del Texas Hold'em. Quindi insomma divertente, emozionante, drammatico da una parte, ma insomma pieno di… mille intrecci, mille sfaccettature, come film".

Tra l'altro tu hai una base tecnica importante, perché vieni da una scuola sia di improvvisazione che di recitazione, sia a Roma che a New York. Quindi parliamo di non vivere il mondo del poker così come un'immagine, ma proprio con un sentimento, con un'interpretazione.

"Assolutamente esco, sì come hai detto te insomma, dal Geraldine Baron che è un istituto molto serio a New York, dove ti insegnano una tecnica chiamata emotività sensoriale, che è quella tecnica che poi serve ad interpretare pienamente il ruolo che ti stanno scrivendo o che ti hanno assegnato in quel momento. E la sto mettendo in atto insomma oggi, a questo torneo, quindi devo dire insomma che l'istituto dal quale provengo è sicuramente pane per i miei denti. Mi ha insegnato insomma ecco, ad apprendere tutto quello che sto vivendo sugli altri personaggi".

Ci si attende che un attore frequenti magari un torneo da un buy-in elevatissimo per immagine, e invece tu hai scelto probabilmente la sostanza e la familiarità. Materialmente perché hai scelto l'Italian Poker Open?

"Perché mi è stato… ho parlato insomma con persone che frequentano il mondo del Texas da tempo e mi hanno consigliato, insomma, l'IPO come il miglior torneo, insomma, in questo momento, in giro. Da… da… da vedere, da vivere e da giocare. Mi sono state fatte altre offerte, di altri tornei, è vero, anche tornei dove il buy-in insomma era molto più alto di questo. Però ho ritenuto, insomma, più opportuno per me, per quello che vado a interpretare, partecipare a questo torneo. Perché forse ho la possibilità di vedere più persone "umane", quindi meno professionisti, persone meno nascoste che non ti lasciano vedere la loro tecnica, il loro gioco. E invece qui conosco, vedo, parlo, dialogo, insomma con persone che fanno tutt'altro nella vita. Quindi insomma vari lavori, varie cose, che hanno la passione del Texas e quindi mi fa piacere carpire da loro, insomma, tante movenze che devo imparare ad usare".

Innegabilmente ci hai preso perché sei entrato nella storia del poker. Questo torneo ha scollinato i 1.100 iscritti, battendo se stesso: vuol dire che il film andrà bene.

"Assolutamente. Spero di fare gli stessi numeri, insomma se questo è il massimo che si… di player in gioco, mi auguro di fare gli stessi ascolti con il film, e quindi rapportato spero che il botteghino sia altrettanto pieno".

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