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IPO 9, Salvatore Bonavena a tutto campo

Intervista a cuore aperto di Mr. EPT

Salvatore Bonavena è uno dei giocatori italiani più forti di tutti i tempi. Non a caso è anche l'unico player nostrano ad aver mai vinto una tappa dell'EPT, lo European Poker Tour: trionfò nel 2008 a Praga, in un heads-up che lo vide prevalere contro il connazionale Di Cicco. Da quel momento Salvatore non si è più fermato, continuando a mietere successi nazionali e internazionali, andando a premio con regolarità e confermandosi sulla cresta del mondo pokeristico. Eppure…

Eppure di recente la sua poker room di riferimento non gli ha rinnovato il contratto. Jack Bonora ha provato a strappargli un commento, ma Bonavena si è limitato a ringraziare i suoi ex "datori di lavoro" per l'opportunità, riservandosi un commento sui fatti più avanti, a mente fredda. Intanto Salvo è seduto ai tavoli dell'Italian Poker Tour, un torneo che ha ammesso piacergli molto, anche in virtù di un field da oltre 1.000 partecipanti.

Anzi, all'IPO 9 sono arrivati in più di 1.100, tra cui proprio Mr. EPT. Che non ha lesinato complimenti per questo torneo, dove c'è un clima amichevole che permette di divertirsi, di giocare e di chiacchierare di poker. Perché questo gioco, in fondo, ormai non fa solo parte della vita di Salvatore Bonavena: è la sua vita stessa.

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Trascrizione video

Salvatore Bonavena al tavolo, all'Italian Poker Open, per la prima volta senza la patch della storica PokerStar.

"Eh si eh, per la prima volta senza la patch di PokerStars. Vero".

Che è successo?

"Ma niente, non… per quanto riguarda PokerStars adesso non voglio dire niente. Mi dispiace, però non posso dire niente".

Allora sai che il mio compito invece è lavorarti un po' ai fianchi, e poi ormai ci conosciamo da anni. Ti ho intervistato nei momenti più belli, intanto credo che sia un momento bello anche questo perché sei all'IPO, dove sei di casa, e hai ottenuto anche dei risultati.

"Sì ho ottenuto dei bei risultati all'IPO. Poi mi piace, 1.000 persone in un torneo è una roba fantastica: si chiacchiera, si parla di poker, ci si diverte. Questo è il poker anche, no?"

Da  unico italiano ad aver vinto una tappa dell'EPT a un torneo come questo, da un buy-in da 550 euro… tu però riesci sempre a mantenere il giusto equilibrio, eh?

"Be', mi piace giocare a poker, quindi qualsiasi sia il livello l'importante è giocare. Il poker ormai è diventata la mia vita, quindi ne faccio una questione di, quasi di vita diciamo".

Qui sei un po' in famiglia come tanti. Infatti vedi che siamo a un record, abbiamo scavallato i 1.100 giocatori, quindi nuovamente a tutti gli effetti nella storia del poker, questo Italian Poker Open. Allora, si chiude un rapporto con PokerStar, dopo quanti anni?

"Be' due anni e mezzo. Due anni e mezzo in cui mi son trovato benissimo. Nulla da dire, però…"

Però, c'è un però. Allora intanto la cosa che mi incuriosiva: prima ho salutato il mio amico, che è il manager della poker room, che è proprio Giulio Astarita, che è qua a giocare l'Italian Poker Open. È un po' sorprendente no questo incrocio?

"Boh non l'ho visto, non me ne sono accorto".

Addirittura non hai visto che è qua?

"No no non l'ho visto, no, giuro".

Quando lo vedi però lo saluti.

"Be' io saluto tutti, ci mancherebbe, figurati. No, no no no, niente rancori, niente di niente, figurati".

Allora facciamo una considerazione più generale, anche perché si è rotto questo rapporto, ma diciamo pure che non sei l'unico che ha interrotto il rapporto con questa room di riferimento, innegabilmente, del nostro panorama. Tu hai parlato anche con i tuoi colleghi.

"No, non ho parlato con nessuno. Ero in famiglia, ero a casa. Niente, parlerò dopo il… c'è tempo per parlare, figurati, non è che devi parlare adesso. No, c'è tempo".

Allora, tu hai detto un però, virgola, dopo quella virgola però qualcosa dobbiamo mettere. Perché se no, sai, io non faccio carriera se non faccio delle interviste importanti. Allora, dopo quella virgola, l'amaro in bocca, il dispiacere… Tu sei anche uno di quelli che questo nome l'ha portato ad alti livelli nel live, con dei risultati importanti. In pratica, che cosa t'hanno detto?

"No, io penso di averlo onorato bene, ho fatto… penso di aver fatto il mio lavoro e averlo fatto bene. Poi per quanto riguarda queste cose, in questo momento veramente non me la sento di dire niente, di parlare, più avanti ci sarà tempo per parlare".

Cosa fai, una conferenza stampa?

"No, figurati. Se mi fai un'intervista più avanti, poi magari parleremo di tante cose. Ma adesso ho voglia di aspettare un attimino".

Ovviamente tu sei uno di quei giocatori… anzi io mi ricordo, mi fa un po' sorridere no quando parlavamo, che tu cercavi uno sponsor e ci si chiedeva: 'Ma perché Bonavena non viene sponsorizzato, e cercavano solo i ventenni col ciuffo no? E noi dicevamo, che abbiamo qualche anno in più, per noi è dura. Però tu hai dimostrato che anche i vecchi leoni del tavolo verde, poi, una sponsorizzazione la meritano, e l'hai dimostrato con i fatti.

"Io penso di meritarla. Penso di meritare il meglio, poi sai, quello che pensi tu magari non ha importanza. L'importante è quello che pensano gli altri".

Dai un'occhiata alle carte, che alla fine visto che hai detto che il poker è la tua vita, un'occhiata…. Questo lo possiam dire, erano le più brutte eh?

"Ahah, no, sono anche belle da giocare, non sono importanti le carte. Le carte a volte è anche meglio non guardarle".

Allora, guardando al futuro: PokerStars si chiude un'avventura, tu sei ovviamente pronto ad essere sul mercato con altre room. Insomma nel momento in cui… sei come le belle donne no? Quando mollano il fidanzato tutti arrivano all'assalto. Ti han già chiamato immagino.

"Sì, m'han già chiamato, sì è vero, questo è vero, e questo mi fa… mi fa piacere e quindi… no son fiducioso, figurati, non… non penso di avere problemi".

Quello francamente non penso neanche io, anche perché i dati parlano. Allora non pensi di avere problemi, potrebbe essere un'altra room. Cosa chiederesti di diverso rispetto a quello che hai avuto da PokerStar, peraltro su Facebook ho visto che hai scritto belle parole.

"Be' ho scritto belle parole: ho scritto quello che penso, quello che sento. Non potrei scrivere male di PokerStars, non sarebbe giusto. Non so cosa chiederei, boh, aspettiamo un attimo, poi ci penso. Non saprei in questo momento, non c'ho neanche pensato, a niente, devo dir la verità. Sono abbastanza tranquillo, penso che le cose brutte nella vita siano altre, quindi. Noi siamo fortunati qua, a giocare, quindi è giusto così. Mi sento un fortunato uguale".

Se dovessi dire una sola parola per chiudere questa avventura, al management di PokerStar, quale parola diresti?

"Al management di PokerStars? Eh, mah in questo momento niente, ma PokerStars è sempre la numero uno, non si può dire niente".

Un grazie lo diresti?

"Un grazie a PokerStars sicuramente sì, sempre".

E il resto lo dirai dopo.

"E il resto lo dico dopo, sì. Ciao!"

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