|

IPO 9, l'importanza dei floorman

Francesco e Malik, intervistati da Jack Bonora

Siamo al Casinò di Campione d'Italia, all'IPO 9, il torneo dei record con 1103 iscritti, e ci si aspetterebbe che a reggere le fila del gioco siano dei floorman attempati ed esperti. E invece troviamo due giovani, che di esperienza ne hanno già, ma che comunque sembrano quasi dei ragazzini, segno come lo staff di Andrea Bettelli punti molto proprio su chi è di giovane età. Si chiamano Francesco e Malik e a guardarli sembrano usciti ieri dal liceo: invece si sono trovati a gestire oltre 1000 giocatori.

Per entrambi la soddisfazione di essere arrivati dove ogni dealer sogna di arrivare è tanta. Fatica, lavoro, ma anche tanta personalità. Perché quando succede qualche caso controverso, loro devono intervenire dissipando ogni possibile dubbio. E pazienza se qualche giocatore più anziano, sfruttando magari proprio la diversità di età, a volte prova a fargli cambiare idea: Francesco e Malik conoscono bene le regole del poker e non si fanno intimidire da nessuno.

Entrambi hanno tenuto a sottolineare come il merito del successo dell'Italian Poker Open sia principalmente nello staff che lo organizza e gestisce. Uno staff coordinato come detto da Andrea Bettelli, nato da zero proprio al Casinò di Campione d'Italia, e che nel corso di nove edizioni ha portato l'IPO al primo posto tra i tornei di poker live italiani.

Trascrizione video

Casinò di Campione d'Italia, Italian Poker Open nona edizione, il torneo dei record: 1.103 iscritti. Una grande soddisfazione, più che mai, per i floormen: giovani e credo già più che soddisfatti del ruolo ottenuto e di questo risultato clamoroso. Francesco e Malik; partiamo da Francesco: una consacrazione, ti intervistai qualche edizione fa, eri un giovane dealer, adesso tutto è cambiato.

"Sì è una grande soddisfazione, specialmente per quanto riguarda i numeri, e a livello professionale direi che è veramente molto soddisfacente".

Malik, passo a te anche per sapere qualcosa di più sulla tua emozione di vivere questo ruolo. Quando ti hanno detto 'adesso fai il floorman'?

"Be' è una grande responsabilità e credo che ognuno, ad un certo punto, facendo il dealer sia contento, e sono stato veramente molto emozionato. Un po' di paura, un po' di timore, chiaro, però diciamo che ce la caviamo bene".

Quindi una grande soddisfazione, ovviamente, per questi ragazzi, ma bisogna anche un po' entrare nell'aspetto tecnico, perché questo è un ruolo che prevede una base di preparazione notevole.

"Sì diciamo più che altro conoscenza delle regole, ci vuole anche molta personalità. Però per quanto riguarda le regole, alla fine, sarà due anni che lavoriamo, bene o male si conoscono quelle".

Invece, per quanto riguarda la personalità, c'è anche un altro aspetto da tenere in considerazione: quello legato all'età. Perché, te lo dice uno che ha qualche anno in più, è anche fisiologico. Cioè, vedi un ragazzo che dice 'no, si fa così', e il giocatore magari un po' va in sofferenza.

"No chiaro, tante tante volte è successo che dicono 'no vabe' è un ragazzino', credono… però come ha detto il mio collega, ci vuole respon… ci vuole una gran responsabilità a prendere decisioni e, cioè, o è bianco o è nero. Devi essere chiaro e nessuno deve discutere".

Certo, una responsabilità che poi viene supportata dalla preparazione. Ma continuando con le considerazioni, questo torneo tu l'hai visto crescere nel corso dei mesi, direi a questo punto anche degli anni: ti sei chiesto qual è la ricetta vincente?

"Eh la ricetta vincente, sì, indubbiamente è lo staff, lo staff. Non stiamo parlando di parte tecnica, stiamo parlando di un gruppo partito veramente da zero, quasi tutti ragazzi di Campione d'Italia, quindi l'abbiamo visto nascere comunque questo casinò, e siamo molto contenti per quello che stiamo facendo".

Risultati importanti, ed è anche un risultato importante aver conquistato la fiducia di Andrea Bet, il creatore di questo fantastico IPO: ha scelto di puntare sui giovani. È una soddisfazione, no, in un mondo in cui i giovani hanno meno opportunità.

"No quello sì, chiaro. Lui è la mente, noi in pra… possiamo dire che siamo il braccio. Ha fatto tutto perfetto e come dici sempre te, cerchiamo sempre di battere noi stessi. È una grande soddisfazione ogni volta che vediamo un giocatore in più dell'edizione scorsa, e credo che sia tutto merito suo".

Quindi un grandissimo risultato. Questi sono Francesco e Malik, due giovani che hanno avuto un'opportunità, perché poi a volte si dice 'il mondo non è dei giovani', si inizia ad entrare nel lavoro sempre più tardi. Be' magari se si è capaci di lavorare, qualcheduno poi sui giovani ci punta anche.

X